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| 27 set 2024 | 11:30

Caccia, dopo il ricorso degli animalisti rideterminato il calendario venatorio in Veneto: ecco le novità

Nel mese di settembre, il tribunale amministrativo regionale aveva accolto in parte il ricorso presentato da diverse associazioni ambientaliste che mirava a sospendere l'efficacia delle delibere regionali che consentivano l'apertura della caccia al 15 settembre. La Giunta in Veneto ha rideterminato il calendario venatorio 2024-2025, definendo i carnieri giornalieri e stagionali per alcune specie. Ripristinata la caccia per Cesena, Sassello e Bottaccio

VENEZIA. Caccia, rideterminato il calendario venatorio 2024-2025 in Veneto, la Giunta regionale: “Definiti i carnieri giornalieri e stagionali per alcune specie e ripristinata la caccia per Cesena, Sassello e Bottaccio”. La conferma arriva in una nota nelle quale le autorità venete hanno ribadito che dal prossimo fine settimana “la stagione della caccia in Veneto potrà regolarmente iniziare, grazie a due delibere della Giunta regionale approvate su proposta dell'assessore alla Caccia, Cristiano Corazzari”.

 

Il primo provvedimento è intervenuto nello specifico sul calendario venatorio regionale 2024-2025, approvato il 10 giugno scorso, stabilendo il carniere giornaliero e stagionale per le seguenti specie: Mestolone, Marzaiola e Tordo sassello. Il secondo provvedimento ripristina invece la caccia ai Turdidi, sebbene nella sola forma da appostamento.

 

“Nel mese di settembre – spiega infatti la Giunta – il Tribunale amministrativo regionale, aveva provveduto ad accogliere in parte il ricorso presentato da alcune associazioni ambientaliste, tra cui la Lega per l'abolizione della caccia, Wwf Italia, Lipu, Lav e Endc sospendendo parzialmente con un'ordinanza il calendario venatorio regionale”. Il ricorso mirava in pratica a sospendere l'efficacia delle delibere regionali che consentivano l'apertura della caccia a partire dal 15 settembre, bloccando l'attività venatoria per diverse specie fino al 2 ottobre.

 

“Con le delibere approvate – dice Corazzari – si fissa il carniere del Tordo sassello a 15 capi giornalieri per cacciatore rispetto ai potenziali 25. Una misura maggiormente tutelativa per lo stato di conservazione della specie. Parimenti per le specie Marzaiola (Spatula querquedula) e Mestolone (Spatula clypeata) si prevede la fissazione dello specifico carniere a 18 capi anche qui invece dei 25 potenziali per cacciatore. Per tutte le rimanenti specie di avifauna migratoria valgono le disposizioni già previste dal vigente calendario venatorio”.

 

Con il secondo provvedimento la Giunta provvede a riaprire la caccia al Tordo sassello, Tordo bottaccio e alla Cesena a partire da subito, con la sola limitazione, valida fino al 2 ottobre, che deve essere effettuata da appostamento. “Con questi due provvedimenti – sottolinea l'assessore – la Regione Veneto ha voluto dare risposte concrete al mondo venatorio, risolvendo un'impasse che l'ordinanza del Tar aveva determinato, coniugando il principio di precauzione con le legittime aspettative del mondo venatorio. Certi rappresentanti del mondo venatorio, anziché fomentare i cacciatori contro gli uffici regionali, impegnati da tempo in un lungo e approfondito lavoro istruttorio per dare forma a un calendario equilibrato, rispettoso dell'ambiente, delle normative europee e nazionali, dovrebbero evitare proteste strumentali che arrecano solo danno a un'istituzione da sempre vicina ai cacciatori. Come ho più volte avuto modo di ribadire, anche a livello di conferenza Stato Regioni, il vero problema sta a monte nel rapporto tra Ispra e la Regione. È una questione che solo a livello governativo potrà essere risolta”.

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