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Trento
22 gennaio | 21:22

Crisi delle edicole in Trentino: negli ultimi anni ha chiuso il 20% degli esercizi. Baratella: "Quotidiani e riviste si vendono sempre meno. Bisogna sapersi reinventare"

"I giovani non comprano più i giornali. Sui tabacchi l'utile è nell'ordine del 10% lordo, mentre su quotidiani e riviste siamo attorno al 20 - 23%, ragionando sempre al lordo. Per non parlare delle ricariche: su di un importo di 10 euro il nostro margine è di 4 centesimi. Servono interventi decisi da parte della politica: un tempo le edicole erano luoghi di ritrovo, attività di prossimità che contribuivano al benessere delle comunità"

Crisi delle edicole in Trentino: negli ultimi anni ha chiuso il 20% degli esercizi

TRENTO. L'ultima ad abbassare per sempre le serrande è stata l'edicola di piazza Dante. Dopo 27 anni di onorato servizio Flora e Favilla hanno deciso di dire "basta": troppo complicato per loro partecipare al bando del Comune e, allora, hanno preferito chiudere per sempre.

Mediaticamente la notizia ha fatto parecchio rumore, perché "el bacuchel davanti ala Stazion", come tutti lo conoscevano, è stato un luogo frequentato, magari anche solamente per una volta, da almeno tre generazioni di trentini.

 

In silenzio, però, negli ultimi quattro anni, sono state tantissime le edicole trentine che hanno chiuso definitivamente. Circa il 20%. Tantissime. E dire che, durante la pandemia, il settore aveva retto.

 

"La situazione, purtroppo, è tutt'altro che rosea - spiega Ivan Baratella, presidente dei commercianti del Trentino di Confesercenti e titolare, assieme al fratello, dell'edicola in via Maccani - e i numeri lo certificano. I motivi? Tanti, in primis la crisi dell'editoria: noi tocchiamo con mano il fatto che i giornali e le riviste si vendono sempre meno. Molto meno: chi compra i quotidiani e le varie pubblicazioni, settimanali o mensili che siano, sono quasi tutte persone over 40. I giovani, invece, evidentemente scelgono d'informarsi on line e non 'vanno' nemmeno le riviste specializzate in temi che potrebbero interessare anche i ragazzi, penso l'informatica, la tecnologia, lo sport. Niente, non vanno più nemmeno i contenitori "di nicchia", tipo caccia e pesca, che un tempo erano attesi dagli appassionati in maniera spasmodica. Il "è già arrivato? Quando arriva mi raccomando tienimelo via" non esiste più. Aggiungo, poi, che la pirateria editoriale ha fatto la sua parte in tal senso: sino a non tanto tempo fa esistevano gruppi Telegram, che contavano decine di migliaia d'iscritti, sui quali venivano caricati gratuitamente praticamente tutti i giornali e le riviste esistenti".

 

Parliamo dei guadagni: sono veramente così esigui.

"Sì. Basti pensare che sui tabacchi l'utile è nell'ordine del 10% lordo, mentre su quotidiani e riviste siamo attorno al 20 - 23%, ragionando sempre al lordo. Per non parlare delle ricariche: su di un importo di 10 euro il nostro margine è di 4 centesimi. Per resistere bisogna aumentare i servizi, come il ritiro e la spedizione dei pacchi e sapersi reinventare, ma non tutti sono in grado di farlo. Noi, in tal senso, abbiamo la fortuna di avere un grande spazio a disposizione e, dunque, abbiamo aggiunto un comparto cartoleria, articoli da regalo e ci siamo specializzati nel personalizzare i palloncini per le feste e realizzare composizioni ad hoc per ogni evento. E' un business che funziona ma, lo ribadisco, non tutti possono farlo. Ci sono colleghi per i quali mettere un espositore in più è un problema, visto che la metratura del locale non è sufficiente".

 

Anche perché aumentare i servizi significa far sì che il clienti "entri" nell'edicola.

"Esattamente. Quello che accadeva un tempo per l'acquisto del quotidiano, il motivo principale per cui ci si recava in edicola, cosa che adesso non succede più. Una volta l'edicola era un punto di riferimento: adesso se non si trova parcheggio davanti si tira dritto e si va a quella successiva. I tempi cambiano, certamente, ma così è durissima andare avanti".

 

Diminuiscono i guadagni, mentre i costi sono aumentati.

"Assolutamente sì. I costi fissi ci sono sempre stati, ma si guadagna meno, mentre affitti, bollette e canoni vari sono aumentati. Ecco perché tanti "colleghi" hanno deciso di chiudere. Sino a non tanti anni fa quella dell'edicolante era un'attività che si tramandava di padre il figlio: quando il genitore andava in pensione gli subentrava il figlio. Oggi non è più così e, tutto sommato, è comprensibile. Per la nostra categoria il futuro è incerto e io stesso ho consigliato a mio figlio d'intraprendere un altro percorso: troppe incertezze, meglio dedicarsi ad altro. Stesso discorso vale per chi chiude con l'obiettivo di vendere la licenza: i dubbi sono molti di più rispetto alle certezze e, infatti, c'è chi è in cerca dell'acquirente da mesi senza però trovarlo".

 

Un tempo l'edicola, o per dirla alla trentina "il tabacchino", era un punto di riferimento per i rioni. Si giocava la schedina, si parlava di calcio, s'incontravano persone.

"Ma infatti, senza voler essere presuntuosi, le edicole hanno sempre svolto anche un ruolo sociale. Pensate durante la pandemia: pur con tutte le difficoltà noi eravamo aperti e chi si veniva per acquistare il quotidiano o le sigarette respirava un momento - seppur brevissimo - di normalità. E poi, come del resto tutti i negozi di prossimità, attività come le nostre hanno sempre svolto anche un servizio di controllo del territorio: le zone "vissute", in cui c'è grande passaggio sono più sicure. Le persone si conoscono, si aiutano e questo rende i quartieri vivi. Pensate che, nel recente passato, a Piedicastello due edicole hanno chiuso: io penso all'anziano che abita in via Brescia o in Lung'Adige Apuleio, abituato a recarsi presso la propria edicola di fiducia per comprare il giornale. Adesso dovrà fare i chilometri semplicemente per comprare il giornale".

 

Che cosa chiedete alla politica?

"Interventi decisi per preservare le attività, altrimenti il rischio concreto è che tantissime altre edicole chiudano per sempre. Penso agli sgravi fiscali, ma i punti sui quali discutere sono tantissimi e le proposte non mancano. Pensate al discorso del pagamento con la carta bancomat e al discorso commissioni. Se un cliente paga così per acquistare un pacchetto di sigarette o un giornale, il nostro - già esiguo - margine di guadagno si assottiglia ulteriormente. Bisogna fare qualcosa e che si faccia in fretta".

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