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Trento
15 febbraio | 05:01

Dalle leucemie ai linfomi, il dramma dei tumori nei bambini. L'esperta: “In Trentino stimiamo dai 15 ai 18 casi all'anno. Attenzione ai sintomi subdoli"

La prevenzione rimane fondamentale, sono 150 i bambini e ragazzi seguiti dalla struttura semplice di oncoematologia pediatrica dell'ospedale Santa Chiara di Trento nell'arco di un anno fra cure e follow up. Il tumore più diffuso è la leucemia seguita da quello cerebrale

Foto Imagoeconomica
Foto Imagoeconomica

TRENTO. La ricerca ha fatto grandi passi in avanti nella diagnosi e nella cura dei tumori nei bambini e nei ragazzi. La percentuale di guarigione per le patologie più frequenti va dall'80 al 90% ma rimane fondamentale riuscire ad individuare i primi sintomi e avviare un percorso di cura di altissimo livello che tenga conto anche della famiglia.

 

“In Trentino ogni anno seguiamo circa 150 bambini e ragazzi fra cure e follow up e cioè chi  necessità di controllo e monitoraggio” ci spiega la dottoressa Linda Meneghello, responsabile della struttura semplice di oncoematologia pediatrica dell'Unità operativa di Pediatria dell'ospedale Santa Chiara di Trento. 

 

Dottoressa Meneghello com'è la situazione in Trentino per quanto riguarda i tumori pediatrici? 
In Trentino, considerando una popolazione pediatrica nella fascia 0 – 18 anni, ci aspettiamo ogni anno tra i 15 e i 18 nuovi casi di patologia oncologica . La maggior parte di questi, un 33% circa, sono leucemie, poi abbiamo tumori cerebrali, linfomi e a seguire tutte le altre. 

 

Il Trentino ha un'incidenza maggiore rispetto altri territori?
No. Nonostante ogni anno si osservi un progressivo aumento dei casi, i dati che abbiamo sono in linea che le altre regioni. Siamo quindi davanti ad un aumento atteso. 

 

Oggi un bambino o una bambina a cui viene diagnosticato un tumore che percorso di cura si trova davanti? 
Per alcune patologie, come il tumore cerebrale, la cura può essere anche solo un intervento chirurgico. Successivamente occorre seguire un follow up, un percorso quindi di controllo. Se invece  parliamo di leucemia linfoblastica acuta, che è la più frequente, le cure durano 2 anni.  Se consideriamo i bambini e i ragazzi, fra chi segue il percorso di controllo e chi il percorso di cura, possiamo dire che seguiamo circa 150 bambini all'anno.
 
Il nostro obiettivo è quello ovviamente di offrire le cure nel miglior centro possibile. Il Trentino, visto i numeri che ha, si appoggia ad altri. Collaboriamo in rete con i maggiori centri italiani e i più vicini sono quelli di  Padova e Verona.  Quando abbiamo un sospetto diagnostico inviamo il paziente a Padova che fa tutto quello che è necessario per capire la situazione e avviare le cure che vengono portate avanti a Padova oppure in Trentino. In alcuni casi anche a domicilio evitando il più possibile di stravolgere la vita del bambino o del ragazzo e della famiglia. Abbiamo poi una serie di importanti associazione che ci aiutano in tutto questo. 

 

Possiamo avere un dato sulla percentuale di guarigione dei bambini che hanno un tumore? 
Siamo vicini al 90%. Sono stati fatti passi da gigante nella ricerca oncologica. I risultati ottenuti in questi anni ci hanno consentito di migliorare le cure, la guarigione ma anche diminuire gli effetti collaterali a distanza nel tempo consentendo alla persone di avere una vita come tutti i suoi coetanei

 

La prevenzione rimane fondamentale. Quanto è importante il ruolo del pediatra?
Diversamente dall'adulto non abbiamo protocollo di screening. Ma abbiamo sempre i bilanci salute fatti dal medico curante che può accorgersi di piccoli segni che possono aiutare. Generalmente se un genitore si accorge che nel suo bambino ce qualcosa che non torna è sempre opportuno fare consulto pediatrico.  Nei bambini i sintomi si insinuano in maniera subdola. 

 

Negli adulti, lo stile di vita o alcuni altri fattori, sono stati identificati come strettamente correlati ad una maggiore incidenza del cancro. Per i bambini?
Nei bambini lo stile di vita associato alla possibile insorgenza di cancro non è una realtà. Ovviamente rimane importante l'avere uno stile di vita adeguato ma ad oggi per  i bambini non abbiamo un chiaro collegamento causa-effetto. Anche in questo caso, però,  la ricerca sta andando avanti  e nei prossimi anni riusciremo a sapere di più e grazie a questo mirare meglio le terapie. 

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