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Bolzano
23 gennaio | 09:45

Dna dei cani, in Alto Adige scatta l'obbligo e la notizia fa il 'giro' d'Europa: dalla BBC al The Guardian, le testate britanniche raccontano l'"insolita soluzione"

L'obbligo di una profilazione genetica dei cani in Alto Adige ha fatto molto discutere. Notizia giunta fino nel Regno Unito e riportata da BBC News e The Guardian: "Se avete mai avuto la sfortuna di calpestare la sporcizia dei cani, saprete quanto possa essere disgustoso. Ebbene, a Bolzano sono talmente disgustati dalla sporcizia dei cani nelle loro strade che hanno escogitato una soluzione insolita"

Dna dei cani, in Alto Adige scatta l'obbligo e la notizia fa il 'giro' d'Europa

BOLZANO. Ha fatto il 'giro' d'Europa la decisione della Provincia di Bolzano di rendere obbligatoria, per tutti i proprietari, la profilazione genetica dei cani, utile per risalire a chi non si cura di raccogliere le deiezioni ma anche per capire chi lascia liberi i propri animali nei boschi, col rischio di causare danni alla fauna selvatica, o ancora in caso di incidenti stradali. 

 

Dal primo gennaio in Alto Adige è infatti scattato l'obbligo di sottoporre gli amici a 4 zampe a una profilazione genetica: i costi sono a carico del proprietario del cane ed ammontano a 65 euro per il Servizio veterinario dell'Azienda sanitaria provinciale, mentre i veterinari privati stabiliscono le proprie tariffe.

 

Un'introduzione che molto ha fatto discutere, notizia giunta fino nel Regno Unito, tanto da essere riportata dal sito d'informazione BBC News e dal quotidiano The Guardian (Qui articolo): "Se avete mai avuto la sfortuna di calpestare la sporcizia dei cani, saprete quanto possa essere disgustoso - si legge sull'articolo pubblicato da BBC -. Ebbene, i responsabili di una città italiana (Bolzano ndr) sono talmente disgustati dalla sporcizia dei cani nelle loro strade che hanno escogitato una soluzione insolita". 

 

E ancora: "Ai proprietari è stato ordinato di sottoporre i loro animali domestici al test del Dna. L'idea è che le deiezioni non raccolte dai proprietari vengano raccolte, analizzate e poi un database del Dna dei cani sarà in grado di dire loro chi le ha fatte. Paolo Zambotto, responsabile del dipartimento veterinario di Bolzano, afferma che ogni anno ricevono alcune centinaia di reclami sul suolo pubblico e "più della metà riguarda i cani'". 

 

Insomma, una notizia che già aveva fatto molto 'rumore' in Alto Adige è arrivata anche nel Regno Unito, dove ci si chiede se, la "soluzione insolita" possa essere davvero una risposta efficace ad un vero e proprio problema.

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