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Trento
29 aprile | 18:34

Dopo i danni e le minacce, disposto il trasferimento di 12 minorenni: "Necessario salvaguardare la comunità e l'attività della cooperativa"

La Provincia ha disposto il trasferimento di 12 ragazzi minorenni dopo una serie di danni e minacce. Il sindaco di Pergine Valsugana, Roberto Oss Emer: "Si rischiavano ripercussioni sull'intero ambiente. Soluzione forse non ottimale ma necessaria"

Dopo i danni e le minacce, disposto il trasferimento di 12 minorenni

PERGINE VALSUGANA. E' stato disposto il trasferimento di alcuni ospiti della struttura "Ex San Patrignano" in Valsugana. Un intervento che si è reso necessario dopo che si sono verificati ripetuti episodi che hanno richiesto anche l'arrivo delle forze dell’ordine oltre che delle autorità comunali e provinciali.

 

"Non è la soluzione ottimale per i ragazzi ma la struttura non era ideale per ospitarli e c'è stata la necessità di salvaguardare la comunità". A dirlo è Roberto Oss Emer, sindaco di Pergine Valsugana. "C'è stata una serie di episodi di danni e intemperanze ma anche di minacce".

 

Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha informato il primo cittadino e ha incaricato il Dipartimento attività sociali di seguire i dettagli dell’operazione. Una decisione presa d’intesa con Commissariato del Governo e Questura. Nelle scorse la comunità Castagné San Vito è scesa in piazza per manifestare la propria insofferenza dopo l'ennesimo episodio che ha visto come protagonisti alcuni minorenni non accompagnati.

 

Si tratta di dodici ragazzi che verranno ospitati temporaneamente in un’altra struttura in disponibilità dell’Amministrazione e per i quali è previsto uno specifico piano di accoglienza. "Due o tre giovanissimi si sono resi protagonisti dei vari disordini. Non si può giudicare e c'è alle spalle un passato difficile, la situazione è sicuramente complessa ma la comunità era stremata e questa è l'unica strada percorribile in questo momento".

 

Una decisione presa anche per tutelare gli altri ospiti all'ex San Patrignano e per salvaguardare l'importante attività della cooperativa. "Ci sono profughi, richiedenti asilo e persone fragili, anche dell'ospedale psichiatrico. Si lavora per comparti separati ma comunque la struttura è unica. Si rischiavano ripercussioni sull'intero ambiente", conclude Oss Emer.

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