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Trento
13 gennaio | 21:02

Femminicidio in Trentino, in centinaia in piazza alla manifestazione "Uomini contro la violenza di genere": "Siamo chiamati a cambiare la situazione"

La manifestazione, già pensata da tempo, organizzata in piazza Pasi a Trento ha assunto ancora più rilevanza dopo l'ultimo terribile femminicidio di Ester Palmieri che ha scosso il Trentino

TRENTO. Grande partecipazione a "Uomini contro la violenza di genere". La manifestazione, già pensata, organizzata in piazza Pasi a Trento ma che ha assunto se possibile maggiore rilevanza dopo l'ultimo terribile femminicidio che ha scosso il Trentino, quello di Ester Palmieri, uccisa a 37 anni dall'ex compagno. Gli uomini sono chiamati alle proprie responsabilità e serve un cambiamento urgente. 

 

Dal sindaco di Trento, Franco Ianeselli, all'ex primo cittadino di Rovereto, Francesco Valduga, l'evento è stato sostenuto da praticamente tutto il tessuto provinciale, tra cui i sindacati, le Acli, Confindustria, FederCoopConsulta provinciale per la salute. Presenti anche Barbara Poggio, pro rettrice dell'Università di Trento, e Sara Ferrari, parlamentare del Pd e componente della commissione d'inchiesta sul femminicidio. 

 

"E' molto difficile pensare alle parole giuste dopo questa nuova tragedia. Siamo chiamati a provare a trovare le parole per cambiare questa situazione", dice Ianeselli. "Il femminicidio non è un raptus, non è un atto di violenza e non è perché hai bevuto troppo. Femminicidio è quando non accetti che una donna abbia un proprio progetto di vita e c'è il timore che si possa emancipare, autorealizzare anche interrompendo una relazione la risposta diventa soppressione".

 

Un'altra parola è cultura. "Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin c'è stata una reazione nelle scuole e nelle classi, siamo diversi", aggiunge Ianeselli. "C'è la cultura patriarcale, esiste. Non siamo colpevoli individualmente ma dobbiamo essere partecipi per cambiare questa cultura. E' molto importante essere qui perché la situazione è drammatica e credo anche che il compito che abbiamo sia fondamentale e il Comune di Trento è pronto a fare la propria parte".  

A partecipare all'evento anche la famiglia di Alba Chiara Baroni, uccisa nel 2017 dal fidanzato a Tenno e il fratello di Viviana Micheluzzi, morta nel 2022 in val di Fiemme.

 

La richiesta alla Provincia è di attivare nuovamente i percorsi di educazione alla relazione di genere e di promuoverli capillarmente in tutte le scuole sul territorio provinciale. 

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