"Ha contribuito a scrivere un pezzo di storia della città", addio a Clemente Silvano Simonini, 'fondatore' dell'omonimo salumificio: aveva 82 anni
Il ricordo dell'azienda sui social: "Salumi Simonini deve il nome al suo fondatore, che ieri si è spento, circondato dai suoi cari. Lascia un grande vuoto e tanti insegnamenti, tra tutti l’amore per la famiglia e la passione per il proprio lavoro"

ALA. Si è spento negli scorsi giorni, all'età di 82 anni, Clemente Silvano Simonini, non solo un'artigiano ma un uomo che ha contribuito nel proprio piccolo a scrivere un pezzo di storia di Ala.
La sua scomparsa è stata annunciata sui social sulla pagina Facebook di "Salumi Simonini", azienda cresciuta nel tempo e fondata proprio da Silvano, che con tenacia e lungimiranza l'ha condotta per diversi anni, passando infine il testimone. Negli ultimi anni l'azienda è passata da una conduzione familiare a una dimensione industriale, operando principalmente nel mercato B2B, con una distribuzione capillare in Trentino e una rete vendita in crescita a livello nazionale.
"Salumi Simonini deve il nome al suo fondatore, che ieri si è spento, circondato dai suoi cari - si legge sui social -. Lascia un grande vuoto e tanti insegnamenti, tra tutti l’amore per la famiglia e la passione per il proprio lavoro".
A unirsi al ricordo dei parenti sono stati davvero tantissimi, che hanno voluto commentare il post affidando a Facebook alcuni pensieri: "Una persona che ha lasciato un segno con l'esempio e il suo lavoro - ha scritto qualcuno, aggiungendo -. Lontano dal voler apparire, quasi timido, ha operato con impegno e modestia, lasciando alla collettività il ricordo e un rimpianto".
"Fin da bambina lo ricordo dietro il suo bancone - si è aggiunto qualcun altro, ricordo condiviso sicuramente dalla maggior parte degli abitanti di Ala, che ora dovranno dire 'addio' a una persona che ha contribuito a scrivere un pezzo di storia della cittadina -. Riposa in pace Silvano".
I funerali di Simonini si svolgeranno domani, 28 maggio, alle 17 nella chiesa San Giovanni di Ala.














