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| 05 dic 2024 | 19:35

Il lupo “viaggiatore solitario” diventato capobranco: “La straordinaria storia di 'Enzo'. Si è spostato per centinaia di chilometri prima di trovare una compagna”

La storia del lupo (GW2391, soprannominato 'Enzo' dai ricercatori) parte dal Belgio e arriva fino al cuore dell'Europa: a riportarla gli esperti di Io non ho paura del lupo

Il lupo “viaggiatore solitario” diventato capobranco: “La straordinaria storia di 'Enzo'

TRENTO. Da 'viaggiatore solitario' nel cuore dell'Europa a capobranco, la straordinaria storia del lupo 'Enzo': “E' la prova vivente che i lupi, nonostante le sfide, possono riconquistare il loro posto nelle foreste e nelle praterie europee, continuando a incantare e ispirare chiunque segua le loro tracce”. A riportare la storia dell'animale (registrato, al di là del soprannome affidatogli dai ricercatori, GW2391) sono gli esperti di Io non ho paura del lupo, che parlano di un viaggio straordinario e di un esemplare “che incarna alla perfezione la capacità di dispersione e adattamento della specie”.

 

“Portatore dell'aplotipo genetico HW22 riscontrato esclusivamente nelle popolazioni italiane ed alpine – scrivono – è un esempio concreto di come il lupo sia in grado di spostarsi su lunghe distanze, colonizzare nuovi territori e adattarsi a condizioni ambientali diverse”. La storia di 'Enzo' ha inizio in Belgio, dove è stato campionato per la prima volta attraverso analisi genetiche: “La sua presenza lì – precisa l'associazione – rappresentava già un evento notevole: i lupi sono ritornati in Belgio solo negli ultimi decenni, dopo secoli di assenza, e la loro popolazione è composta in gran parte da individui in dispersione, giovani esemplari in cerca di nuovi territori e opportunità per riprodursi”.

 

Dopo aver attraversato il Paese, GW2391 ha quindi iniziato il suo viaggio verso est, arrivando in Germania: “Qui – sottolineano gli esperti di Io non ho paura del lupo – la sua presenza è stata rilevata tramite analisi di escrementi, un metodo non invasivo che consente di identificare non solo l’individuo, ma anche la sua dieta e gli spostamenti. Questo metodo ha permesso di tracciare i suoi movimenti e di scoprire che GW2391 aveva intrapreso un lungo viaggio da solo, spostandosi per centinaia di chilometri. Nel 2021, durante i suoi spostamenti, è stata registrata la sua unica predazione nota su animali domestici, un evento isolato e circoscritto. Da allora, tutte le analisi condotte hanno rivelato una dieta composta esclusivamente da cervo, una delle prede principali dei lupi in Europa centrale”.

 

La vera svolta per GW2391 è avvenuta nel 2023: “Dopo anni trascorsi come lupo solitario, è riuscito a stabilirsi in un territorio stabile e a formare un branco. Questo è un momento cruciale nella vita di un lupo: trovare una compagna e difendere un'area sufficientemente ricca di risorse per garantire la sopravvivenza della famiglia. Nel corso dello stesso anno, 'Enzo' è diventato padre per la prima volta, dando alla luce i suoi primi cuccioli. La nascita di una nuova generazione ha rappresentato un successo non solo per lui, ma anche per la popolazione di lupi della regione, contribuendo alla diversità genetica e alla stabilità della specie”.

 

Quest'anno poi il branco si è ulteriormente consolidato con una seconda riproduzione, segno che il territorio è adeguato e che il lupo è riuscito a creare le condizioni ideali per il suo branco: “La capacità di GW2391 di disperdersi, adattarsi e stabilire una famiglia – concludono gli esperti – dimostra la straordinaria resilienza della specie lupo, capace di superare ostacoli naturali e antropici per continuare a svolgere il proprio ruolo ecologico. La storia di GW2391 non è solo quella di un singolo animale, ma rappresenta un capitolo importante nel ritorno del lupo in Europa. Questo maschio, con il suo viaggio attraverso paesi e paesaggi diversi, ricorda l’importanza di conservare i corridoi ecologici che permettono la dispersione della fauna selvatica e di adottare politiche che favoriscano la coesistenza tra esseri umani e predatori. Un ringraziamento speciale ad Alessandro Sgrò per la foto di 'Enzo' e per le preziose informazioni”.

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