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Belluno
11 gennaio | 16:44

Il treno ''dei desideri'' per Cortina: dal Roma-Calalzo (visti i costi qual è il target?) al Freccia Rossa versione spot, si stava meglio negli anni '50

Viaggio tra le infrastrutture ferroviarie verso Cortina d'Ampezzo e le tantissime contraddizioni, anche comunicative, di questi tempi. Dal treno turistico che porta al massimo 150 persone alla Freccia Dolomitica passando per uno spot che con un gioco di prestigio mostra un ragazzo che sale sul Freccia Rossa e si ritrova in centro a Cortina per inseguire la sua amata: roba da finzione quando per le Olimpiadi del '56 i treni erano stati davvero grandi protagonisti

CORTINA. Con la creazione dell’Espresso Cadore, detto anche il Roma-Calalzo, sembra essere tornato di attualità il tema legato alle ferrovie bellunesi e nello specifico del collegamento diretto con Cortina d’Ampezzo che, com’è noto, sarà sede olimpica nel 2026.

 

Andando con ordine nell’estate 2023 sono stati fatti dei viaggi sperimentali con l’idea di creare, com’è stato fatto effettivamente da dicembre, un treno che collega Roma e Calalzo. In occasione del viaggio di prova di agosto, poi, il direttore generale e amministratore delegato di Fs Treni Turistici Italiani Cantamessa ha preannunciato che dalla primavera 2024 verrà rimessa in moto anche la Freccia delle Dolomiti da Milano a Calalzo.

 

Treni Turistici Italiani è “la nuova società del Gruppo Fs dedicata interamente al turismo ferroviario e nasce con la missione di proporre un’offerta di servizi ferroviari pensati e calibrati per un turismo di qualità, sostenibile e attento a riscoprire le ricchezze del territorio italiano. Un turismo che possa vivere il viaggio in treno come un momento integrante della vacanza, elemento di qualità dell’esperienza turistica complessiva.” si legge sul sito dedicato.

 

Di fatto, da quello che si apprende dalle recensioni dei primi viaggiatori, che hanno già utilizzato il servizio, si tratta di un treno comodo, con personale gentile, che attraversa “paesaggi da favola” e permette di vivere un weekend piacevole e senza pensieri, ben diverso da quello che sono costretti a sopportare i numerosi automobilisti da anni vittime delle colonne chilometriche all’uscita a Pian di Vedoia della A27 in andata e sulla SS51 di Alemagna al ritorno (vedi le 5 ore di coda da Cortina a Longarone nel Ponte dell’Immacolata).

 

Tutto bello se non fosse che, su 150 posti disponibili a viaggio, il più prenotato è stato il primo con soli 50 posti occupati e già il lunedì e martedì successivi alla corsa d'inaugurazione il treno non è partito e già si parlava di soppressione (o “servizio non effettuato” secondo Trenitalia). E’ evidente che, almeno al momento, il nuovo progetto non incontra il favore del grande pubblico e d'altronde non è chiaro quale sia il target di clientela a cui vuole rivolgersi visto che i costi dei biglietti sono piuttosto elevati (si va da 160 a 385 euro se si vuole la cuccetta singola) per viaggiare per 9 ore al buio (il treno parte alle 21.40 da Roma e arriva alle 7.57 a Calalzo). Insomma il biglietto costa quanto un volo aereo e il tempo impiegato è quello che ci vuole per volare su Dhaka in Bangladesh. Di fatto risulta più economico sia in termini di costi che di tempo volare su qualsiasi capitale europea.

 

 

Dunque non si capisce se il treno sia rivolto a una fascia alta di popolazione proponendo un viaggio-esperienza, comunque, per il tempo impiegato, impegnativo o si cerchi di dare un'alternativa a chi vi si recherebbe in macchina ma, di fatto, riuscendo a costare di più, senza la comodità del mezzo proprio al seguito e con il fatto che Roma-Cortina (e non Calalzo) in macchina dura meno di 8 ore. E se si fa una stima dei costi che si hanno in auto, infatti, per fare lo stesso tragitto si arriva a circa 120 euro (cifre che ovviamente per una famiglia si abbattono per la presenza di più persone a bordo). Scorrendo tra le pagine social, poi, un’altra perplessità comune a molti utenti riguarda il fatto chela destinazione finale sarebbe sempre Cortina (il treno viene promosso come Roma-Cortina) ma il treno arriva a Calalzo e da lì bisogna trasferire “armi e bagagli” sul pullman che in altri 50 minuti porta effettivamente a Cortina.

 

Certamente il servizio potrebbe avere altro appeal se arrivasse fino a Cortina come faceva il famoso Treno delle Dolomiti che risultò fondamentale per le olimpiadi invernali del 1956 dove trasportò anche 7000 passeggeri al giorno e venne di fatto usato come unico mezzo per raggiungere la località ampezzana visto che l’Alemagna fu chiusa al traffico perché non in grado di ospitare l’allora afflusso di traffico e si optò per il solo trasporto pubblico. Un’idea non tanto distante dall’ipotesi che si legge nella proposta programmatica della provincia di Belluno a inizio 2022 che, per le olimpiadi, parlava di “un piano della mobilità sostenibile che preveda la gestione dei flussi dei non residenti in ottica di trasporto pubblico locale ad esempio con parcheggi scambiatori in prossimità delle stazioni dei treni di Feltre, Belluno, Ponte nelle Alpi, Longarone e dello svincolo dell’A27 abbinati ad un sistema di navette dai parcheggi e dagli aeroporti di Venezia, Treviso e Verona per e da Cortina”.

 

Il paradosso è che tra il 1956 e il 2026 c'è una differenza che salta all'occhio: mentre negli anni '50 i 7000 passeggeri al giorno salivano su trenini a trazione elettrica, oggi si parla di navette che ipotizzate in 50 posti di capienza l’una significherebbe oltre un centinaio di mezzi e trasporti al giorno con pullman a diesel molto più impattanti e non sostenibili per l’ambiente montano. Poi chiaramente è cambiato anche il numero di persone che ruotano intorno a certi eventi ma pare incredibile che a distanza di 70 anni si debba guardare al passato come modello più green dell'attuale quando il tema della sostenibilità è anche tra i principi della progettualità olimpica. 

 

Ma a che punto è il progetto di ripristino del treno delle Dolomiti soppresso nel 1964 a favore del trasporto su gomma? Nel 2016 i presidenti della Regione Veneto e della Provincia autonoma di Bolzano hanno firmato un protocollo d'intesa per il ripristino del collegamento ferroviario, che prevede lo sviluppo di uno studio di fattibilità per la realizzazione dell'opera. A margine di quel protocollo da ogni vallata bellunese sono partite diverse ipotesi (tracciato esistente, tracciato per Auronzo, tracciato per Agordo) che non hanno aiutato a rendere più ''spedite'' le procedure. Sono, quindi, stati incaricati Rfi e uno studio altoatesino di elaborare uno studio di fattibilità i cui risultati dovrebbero arrivare nell’anno corrente.

 

In aggiunta a tutto ciò, durante le vacanze di Natale, è comparso sulle emittenti nazionali uno spot di Trenitalia, visibile anche su Youtube sul canale Le Frecce che mostra la storia di due giovani che si incontrano a Milano, lei lascia a lui un cartoncino sul tavolo con la scritta Frecciarossa e il messaggio “devo scappare a Cortina” con il suo numero di cellulare che lui fa sparire versandoci per sbaglio sopra un bicchiere di acqua

 

 

 

 

Corre alla stazione, prende anche lui un Frecciarossa per raggiungerla e dopo un flash sulla laguna veneziana, quasi impercettibile, con il treno che viaggia sul Ponte della Libertà, ecco che arriva sul piazzale della stazione di Cortina dove viene inquadrato mentre scende da un mezzo con la stessa livrea del treno ma che, solo dopo una sguardo attento, ci si rende conto che ha la scritta “Freccialink”: è quindi il pullman e non il treno. Un ''gioco di prestigio'' che fa pensare allo spettatore che Milano e Cortina siano in qualche modo unite dalle stesse moderne tecnologie e che godano di servizi in qualche modo accostabili. Ma così non è. 

 

La storia dei due giovani dello spot finisce con lui (ancora vestito da Milano) che, passeggiando su Corso Italia, si imbatte in lei che esce dall’Hotel de la Poste, le mostra il cartoncino con la scritta Frecciarossa e si sorridono sfumati dal messaggio “dedicato a chi viaggia, anche con il cuore”. Chissà che un giorno si possa tornare a viaggiare davvero di nuovo tra le Dolomiti Bellunesi con un mezzo realmente sostenibile (treno elettrico) facendo una scelta di ''cuore'' anche per il meraviglioso ambiente che ci circonda, patrimonio mondiale Unesco. Ad oggi è solo un sogno buono per le pubblicità, come quella del Frecciarossa che fa rincontrare due attori, nella finzione della scena, innamorati.

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