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Trento
29 ottobre | 19:23

La morte di Matilde Lorenzi: giovedì i funerali. Per la procura non ci sono responsabilità di carattere penale. Da Maier a Cavagnoud tanti i lutti sulla neve

Le esequie della 20enne piemontese si svolgeranno giovedì 31 ottobre alle 10 presso la parrocchia di San Lorenzo a Giaveno, in provincia di Torino. La famiglia ha chiesto non fiori ma donazioni a favore del "Progetto in Memoria di Matildina". Negli ultimi 40 anni sono stati otto gli atleti che hanno perso la vita in allenamento o in gara. Qualche mese fa, invece, Jean Daniel Pession è morto in montagna

TRENTO. Incredulità e dolore sono i sentimenti che pervadono il mondo dello sci, ma non solo, dopo la morte della giovane piemontese Matilde Lorenzi (QUI ARTICOLO).

 

La 20enne originaria della provincia di Torino è deceduta nella mattinata di oggi - martedì 29 ottobre - dopo essere rimasta vittima di una terribile caduta 24 ore prima, mentre si stava allenando con la Nazionale junior sulla pista Granwand G1 sul ghiacciaio della Val Senales, in Alto Adige.

 

Da quanto è stato ricostruito Matilde Lorenzi stava affrontando un tratto abbastanza pianeggiante quando gli sci si sono divaricati e la piemontese, una delle promesse dello sci azzurro, ha perso contatto con il manto nevoso, cadendo in avanti e sbattendo violentemente il volto sul fondo ghiacciato. Le sue condizioni erano subito sembrate gravissime: la giovane è stata intubata sul posto e trasferita d'urgenza all'ospedale San Maurizio di Bolzano dove i sanitari hanno fatto di tutto ma, purtroppo, stamani il cuore della ragazza ha cessato di battere.

 

La Procura di Bolzano ha già rilasciato il nulla osta alla sepoltura, visto che non sono state ravvisate responsabilità di carattere penale. Su segnalazione dei carabinieri di Senales è stato aperto un procedimento per atti però non costituenti reato.

 

I funerali di Matilde Lorenzi si svolgeranno giovedì 31 ottobre alle 10 presso la parrocchia di San Lorenzo a Giaveno, in provincia di Torino. La famiglia ha chiesto non fiori ma donazioni a favore del "Progetto in Memoria di Matildina".

 

La lista degli sciatori morti mentre erano impegnati in gara o in allenamento è, purtroppo, molto lunga e la tragica scomparsa della sciatrice piemontese riporta alla mente anche i nomi degli altri atleti che hanno perso la vita sulla neve.

 

A cominciare dal valdostano Leonardo David, morto nel 1985 dopo aver trascorso sei anni in coma in conseguenza di due cadute, la prima avvenuta durante una discesa libera di Cortina nel 1979 e la seconda il 3 marzo a Lake Placid (durante la prova pre olimpica), a cui partecipò nonostante fosse afflitto da alcuni disturbi dopo il primo incidente.

 

Nel 1991 fu invece la giovane promessa austriaca Gernot Reinstadler a perdere la vita in seguito ad una terribile cadute durante le prove di discesa libera a Wengen. Nel tratto finale, a 70 metri dal traguardo, uscì di pista, si schiantò contro le reti e uno sci rimase incastrato. Portato in ospedale con numerose fratture al bacino e un'emorragia interna, non riprese più conoscenza nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita.

 

Tre anni dopo il Circo Bianco pianse la morte di una delle sue campionissime, l'austriaca Ulrike Maier, due volte campionessa del mondo di SuperG e con all'attivo 20 podi in Coppa del Mondo, durante la libera di Garmisch - Partenkirchen cadde battendo la testa contro un paletto posizionato a bordo pista. A causa della violenza dell'impatto perse il casco e morì sul colpo.

 

Tragico fu anche il destino di un'altra fuoriclasse delle discipline veloci, la transalpina Regine Cavagnaud, che nel 2001 aveva conquistato sia il titolo mondiale che la Coppa del Mondo di specialità in SuperG. Mentre si stava allenando sulla pista di Pitzal, in Austria, la francese fu protagonista di un violentissimo scontro con il suo allenatore e morì a causa dei traumi riportati.

 

Nel 2015 due giovani sciatori del team giovanile degli Stati Uniti, il 20enne Ronald Berlack e il 19enne Bryce Astle, persero la vita, travolti da una valanga mentre stavano sciando al di fuori della pista, sul ghiacciaio di Rettenbach, a Soelden, sede tradizionale di apertura della Coppa del Mondo di sci e, in quegli anni, base "europea" del "Team Usa".

 

Il francese David Poisson, bronzo in discesa libera ai Mondiali di Schladming del 2013, morì invece a novembre 2017 mentre si stava allenando a Nakiska, in Canada. Membro della squadra di velocità transalpina, uscì di pista in curva, superò le due reti di protezione, finendo contro alcuni alberi di un bosco che sorgeva nei pressi del tracciato, perdendo la vita sul colpo. 

 

Nel 2021 il canadese Nick Zoricic, atleta di freestyle, morì durante una gara a Grindelwald. Durante la prova di skicross, mentre effettuava un salto, perse la traiettoria, finendo violentemente contro le reti protezioni. Morì in ospedale a causa di un gravissimo trauma cranico.

 

Qualche mese fa, infine, Jean Daniel Pession, atleta della squadra azzurra di chilometro lanciato, è morto assieme alla compagna Elisa Arlian durante una scalata sul Monte Zerbion, in Valle d'Aosta. In quest'ultimo caso l'incidente non è avvenuto direttamente sugli sci, ma Pession ha perso la vita mentre stava vivendo la sua altra grande passione, la montagna.

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