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Trento
02 novembre | 13:27

Mettono dei petardi nella bocca della gattina e la uccidono. La proprietaria a il Dolomiti: "Ci siamo rivolti ai carabinieri, aveva 6 mesi"

L'episodio è avvenuto a Storo nella notte di Halloween, questa mattina la proprietaria della gattina si è rivolta alle forze dell'ordine: "Come si può arrivare a tanto? Voglio denunciare ciò che è successo e per far sapere a tutti fin dove può spingersi la crudeltà umana"

Mettono dei petardi nella bocca della gattina e la uccidono

STORO. “Chi ha visto o sentito non rimanga indifferente” è questo l'appello che arriva da Desiree Cimarolli proprietaria di una gattina di soli sei mesi che nella notte di Halloween è morta vittima di un episodio terribile per il quale è stata fatta anche una segnalazione ai carabinieri. 

 

“Non si è trattato di un incidente –  racconta la giovane -  bensì di un orrore compiuto da un gruppo di ragazzi che per divertirsi hanno pensato di accenderle un petardo in bocca”.

 
L'episodio, come detto, è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì. Una notte movimentata a Storo dove, fra l'altro, un gruppo di ragazzini si sono resi protagonisti anche di un raid vandalico nelle scuole del paese e alcuni segnali stradali sono stati divelti (QUI L'ARTICOLO). 

 

Ad essere presa di mira è stata anche la povera micia che, secondo quanto raccontato dalla proprietaria, le è stato fatto scoppiare un petardo in bocca. “La conferma di quello che è successo mi è stata data dai vicini. Ieri mattina – racconta Desiree – non l'abbiamo più trovata. Sui social avevo letto di quello che era successo e sentendo la mia vicina di casa ho capito che era la mia gattina. Il suo corpo era a poca distanza da casa con il muso dilaniato e poi  travolto da un'auto ed è stato spostato”. 

 

Quello che è successo è stato riportato sui social: “Come si può arrivare a tanto? Voglio denunciare ciò che è successo e per far sapere a tutti fin dove può spingersi la crudeltà umana. Questi episodi, che spesso ci sembrano distanti e quasi irreali, succedono anche nei nostri piccoli paesi, lì dove pensiamo di essere al sicuro” afferma Desiree Cimarolli.

 

“Questa mattina – conclude – ci siamo recati dai carabinieri per segnalare quello che è successo affinché siano fatte le dovute verifiche”.  

 

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