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Nel 1954 è stato uno dei 3 primi elicotteri dei vigili del fuoco italiani: l'Agusta Bell 47 G-2 torna dove tutto è cominciato 70 anni fa

Il mezzo ha permesso di ''fondare'' il nucleo elicotteri di Modena, poi è stato operativo sulla piana del Piave dopo il disastro del Vajont e poi a Venezia. A Belluno era conservato e ora riprende la via di casa

Pubblicato il - 22 febbraio 2024 - 17:06

BELLUNO. E' stato uno dei primi tre elicotteri che nel 1954 hanno ottenuto l'immatricolazione civile dal registro nazionale aeronautico, dando così vita ai primi tre nuclei volo dei vigili del fuoco italiani a Modena, Roma e Napoli. Nel 1963 volava sopra la Piana del Piave devastata dall'onda del Vajont, stravolta da quel muro d'acqua che ha spazzato via tutto, case, muri, strade, alberi, vite.

 

Poi negli anni '70 si è spostato a Venezia dove ha volato fino alla fine degli anni '80 per poi arrivare al comando di Belluno conservato come una reliquia, un pezzo di antiquariato che racconta la storia del nostro Paese e dei soccorsi. 

 


 

L’elicottero Agusta Bell 47 G-2, cimelio storico del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, ha lasciato Belluno in queste ore dove è stato ospitato come oggetto raro per fare rientro a Modena al locale comando.

 


 

L’elicottero AB 47 G-2 con sigla VFMO, come detto, è stato uno dei primi tre elicotteri che nel 1954 hanno ottenuto l’immatricolazione civile dal registro nazionale aereonautico, dando così vita ai primi dei tre nuclei volo dei vigili del fuoco a Modena, Roma e Napoli. Ebbe cosi inizio la storia della componete aerea del Corpo che oggi conta 12 sedi su tutto il territorio nazionale

 


 

Il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco è stata la prima amministrazione statale, dopo l'Aeronautica Militare, ad utilizzare l'elicottero per svolgere le proprie missioni di soccorso tecnico urgente.

 


 

L’elicottero AB 47 G-2 è stato protagonista in migliaia di interventi, spesso risultando decisivo per aver reso le operazioni rapide e precise. Ha volato durante le operazioni di soccorso sulla piana del Piave spazzata dall'onda del Vajont nel 1963. Negli anni 70 il velivolo è stato assegnato al reparto volo di Venezia, dove ha volato fino alla fine degli anni 80. Successivamente è stato conservato presso il reparto volo di Venezia, presso la sede di Mestre e presso il comando di Belluno. Ora ha ripreso il viaggio per tornare a casa dove tutto è iniziato.

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