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| 24 feb 2024 | 15:40

''Oltre i fiordi una tempesta con onde fino a 4 metri'', i 1.000 chilometri in kayak nell'oceano più difficili del previsto, Barone: ''Ma il viaggio prosegue bene''

Dopo 1.600 chilometri in bici e 700 tra sci e slitta è cominciata da qualche giorno la parte più incredibile del viaggio del cicloviaggiatore Lorenzo Barone: 1.000 chilometri in kayak tra i fiordi norvegesi fino a Capo Nord. Il mare ghiacciato, le tempeste, il vento contrario, però, lo stanno mettendo a dura prova: ''Al contrario dell'attività in bici o con gli sci dove potevo portarmi fisicamente e mentalmente ogni giorno allo sfinimento senza rischiare nulla, in kayak voglio cercare di avere sempre delle energie di riserva in caso di situazioni inaspettate''

Oltre i fiordi una tempesta con onde fino a 4 metri'', i 1.000 chilometri in kayak nell'oceano più difficili del previsto

NORVEGIA. ''In questo momento 20-30 chilometri più a nord, in oceano aperto oltre i fiordi c'è una tempesta con onde fino a 4 metri e domani si prevede una "piccola tempesta" anche tra i fiordi di fronte a me, quindi probabilmente non riuscirò ad entrare in acqua e sto considerando di trainare il kayak sulla neve lungo la costa per 7-8 chilometri fino al punto in cui dovrò fare la traversata per raggiungere l'altra sponda''. La terza parte del viaggio, di Lorenzo Barone, si sta rivelando molto più complicata del previsto.

 

 

 

 

 

 

 

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Dopo aver percorso 1.600 chilometri in bici e 750 chilometri tra sci e slitta il cicloviaggiatore che dal nord della Germania vuol arrivare a Capo Nord ha cominciato da qualche giorno la parte di avventura più incredibile e assurda. 1.000 chilometri in kayak tra i fiordi del nord in alcuni dei luoghi più freddi e inospitali che essere umano possa attraversare delle isole Lofoten fino a Vardø (con l'idea anche che nelle zone scoperte dai fiordi e dalle isole se le condizioni saranno proibitive trasporterà gli sci che gli permetteranno di uscire dall'acqua e di trainare il kayak sulla neve per raggiungere sia villaggi dove caricare le scorte di cibo sia zone dove mettersi al sicuro dall'oceano).

 


 

La partenza in kayak è stata subito provante. Messa l'imbarcazione nelle gelide acque dell'oceano del nord a Finnsnes Barone è riuscito a pagaiare solo per 26,6 chilometri e poi ha dovuto arrendersi perché era buio e una bufera di neve rendeva impossibile il proseguo in acque piene di blocchi di ghiaccio. E' stato accolto da una famiglia, ''erano abbastanza sorpresi di vedere una persona con un kayak, al buio, in una bufera di neve che indossa una tuta stagna'' e a contattare un amico che lo ha raggiunto e portato nella sua casa per recuperare energie e forza.

 

La marcia, anzi la traversata, è ripresa e ieri Barone spiegava che ''questa mattina mi sono lasciato alle spalle l'isola di Senja. Durante questi giorni, ospite di FeelTromso (l'amico che lo ha accolto ndr) ho sistemato l'equipaggiamento e mi sono rimesso in forze sia fisicamente che mentalmente. Mi sono sentito veramente come a casa, tanto che ho preparato e cucinato sia gli gnocchi che le crepes. Al contrario dell'attività in bici o con gli sci dove potevo portarmi fisicamente e mentalmente ogni giorno allo sfinimento senza rischiare nulla, in kayak voglio cercare di avere sempre delle energie di riserva in caso di situazioni inaspettate. Oggi volevo percorrere 30 chilometri ma alla fine ne ho fatti solamente dieci. Superato un fiordo il vento contrario è aumentato con raffiche fino a 50km/h che mi rallentavano e creavano inoltre onde di circa mezzo metro con poco tempo tra una e l'altra. Sono tornato indietro di un centinaio di metri e sono sbarcato. Ora sono in tenda''.

 

E conclude: ''Volevo solo dirvi che tutto prosegue bene''.

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