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| 24 mar 2024 | 16:44

Dopo 1.600 chilometri in bici, 750 tra sci e slitta e più di 500 in kayak Barone alla fine della sua incredibile impresa: ''Ultimo tratto nel mare ghiacciato, poi Capo Nord''

L'avventura del cicloviaggiatore italiano sta giungendo al termine. Bufere, onde enormi, correnti fredde e l'oceano sempre imprevedibile (VIDEO) anche tra i fiordi hanno spinto Barone a ridurre il suo percorso in kayak da 1.000 chilometri a poco più della metà

Dopo 1.600 chilometri in bici, 750 tra sci e slitta e più di 500 in kayak Barone alla fine della sua incredibile impresa

NORVEGIA. ''Ieri avrei voluto compiere l'ultima traversata verso l'isola di Mageroya ma a causa delle onde e della zona troppo esposta con forti correnti marine ho deciso di attraversare il tunnel sottomarino di sette chilometri camminando. Oggi tento l'ultimo tratto via mare dirigendomi verso la cittadina di Honningsvag dove farò scorte di cibo, dato che mi è rimasto solo mezzo pacco di avena. Ho percorso 516 chilometri da quando sono partito in kayak e domani sera se tutto va bene dovrei finalmente arrivare a Capo Nord''. E' agli sgoccioli l'incredibile avventura di Lorenzo Barone il cicloviaggiatore che questa volta si è decisamente superato dopo aver affrontato 1.600 chilometri in sella alla sua bici risalendo dalla Germania su per la Svezia e la Norvegia per poi sciare e spingere una slitta per altri 750 chilometri spingendosi sempre più a nord finché non ha indossato una tuta stagna e ha cominciato la terza parte del suo viaggio, in kayak.

 

Una tratta, quest'ultima, che sarebbe dovuta essere di altri 1.000 chilometri ma che Barone ha deciso di ridurre viste le condizioni trovate sul campo (siamo nell'Oceano, tra blocchi di ghiaccio, bufere, onde e acqua gelata).

 

 

 

 

 

 

 

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Si accontenterà (si fa per dire) di arrivare a Capo Nord e chiudere qui questa impressionante avventura durata circa tre mesi e cominciata a Flensburg nel nord della Germania. 

 

Per ora, ha macinato più di 500 chilometri fra i fiordi, non senza difficoltà, tanto che qualche settimana fa aveva deciso di modificare il proprio percorso, scegliendo di trainare in alcune zone il kayak a piedi per evitare tratti in 'mare' troppo esposti o lontani dalla terraferma: "Negli scorsi giorni ho trainato il kayak a piedi per 7 chilometri fino al villaggio di Langfjordbotn dove l'ho lasciato per qualche ora per andare nella città di Alta a ritirare il pacco con la tenda e la stufa a legna che ho ordinato la settimana scorsa", aveva fatto sapere Barone sui social.

 

Un viaggio durante il quale lo sportivo ha avuto diverse preoccupazioni ma anche piacevoli soprese: "A volte i delfini si avvicinano al kayak, sbucano dall'acqua soffiando e mi fanno compagnia. Ogni sera devo strizzare i vestiti sudati che indosso all'interno della tuta stagna e al mattino li rimetto umidi e freddi". La stufa a legna ritirata ad Alta è servita proprio per scaldarsi ed asciugare a dovere i vestiti. 

 

"Quando ho deciso di affrontare questa tratta in kayak nel nord della Norvegia - concludeva - avevo paura di aver "esagerato" e di pentirmi della mia scelta. Ho senz'altro vissuto alcuni momenti di paura durante le traversate e probabilmente ne affronterò altri durante le prossime settimane, ma non posso nascondere che si sta rivelando come una delle esperienze più belle e intense della mia vita. A volte, protetto tra i fiordi, sotto di me si forma come uno specchio d'acqua e le vette delle montagne ai miei lati si riflettono al suo interno creando uno spettacolo surreale". 

 

In queste ore è atteso l'arrivo a Capo Nord e il concludersi di questa impressionante avventura. ''Negli ultimi giorni - scriveva ieri - a causa di forti venti, onde e abbondanti nevicate ho passato più tempo a piedi trainando il kayak come fosse una slitta che in acqua pagaiando. Ho percorso 516 km da quando sono partito in kayak e domani sera (oggi per chi legge ndr) se tutto va bene dovrei finalmente arrivare a Capo Nord''.

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