''Sono passati 20 giorni dall'ultima doccia. Mangio 4.500 calorie ma continuo a dimagrire e nonostante quel che mi è successo ho ancora tutti i denti''
Prosegue il viaggio incredibile di Lorenzo Barone tra Svezia e Norvegia per raggiungere Capo Nord. Un'impresa unica composta di 1.600 chilometri in bici, 750 chilometri tra sci e slitta e 1.000 chilometri in Kayak tra i fiordi del nord. Ora è circa a metà del viaggio e confessa: ''Comincio ad essere un po' stanco. Non pranzo mi porterebbe via troppo tempo e spesso con ci sono le condizioni''

SVEZIA. ''Sono passati 20 giorni dall'ultima doccia, comincio ad essere un po' stanco. Distanza percorsa con gli sci e la slitta 225,8 chilometri in 12 giorni, recentemente ho superato la linea del circolo polare Artico, temperatura minima ieri -25 gradi. Mangio circa 4.500 calorie al giorno ma la cintura dell'imbragatura da traino a forza di stringerla è arrivata a fine corsa, evidentemente sono dimagrito. Significa che galleggerò meglio in kayak''. Continua l'impresa del cicloviaggiatore Lorenzo Barone che dalla Germania punta ad arrivare a Capo Nord con la sola forza dei suoi muscoli: i 1.600 chilometri di bici da Flensburg fin nel cuore della Norvegia li ha già messi alle spalle ed ora si avvia, giorno dopo giorno, a completare la parte di Skiing (sci e slitta) di 750 chilometri a cavallo del Circolo Polare Artico.
Poi rimarrà la parte più incredibile: 1.000 chilometri in Kayak nei gelidi mari del nord tra i fiordi e il ghiaccio fino a Vardo (AVEVAMO RACCONTATO I DETTAGLI DELL'IMPRESA QUI).

''A forza di spingere con i bastoni da trekking sulle salite ho avuto fastidio ai tendini dei gomiti per diversi giorni - racconta nel suo 'diario quasi quotidiano' - ora il corpo si è abituato, era solo questione di tempo. Credevo di incontrare altre persone lungo il percorso ma non c'è nessuno. Devo battere traccia nella neve soffice ogni giorno, nelle foreste sprofondo e solo quando salgo tra le montagne dove non c'è vegetazione trovo neve compatta, il problema è portare su con me i 50-60 chili di slitta''.
''Non pranzo - prosegue - mi porterebbe via troppo tempo e spesso con ci sono le condizioni. Quando a fine giornata sento che mi sta per venire una crisi di fame mangio della cioccolata mentre prendo a morsi il burro. Lungo una discesa tra gli alberi, al buio, si era formata una sottile lastra di ghiaccio sopra la neve soffice, gli sci sono finiti sotto e la lastra ha iniziato a spezzarsi scontrandosi con lo scarpone, facendomi "inciampare" e cadere a faccia avanti nella neve. Per fortuna, ho ancora tutti i denti. Spesso vedo delle tracce di animali nella neve, a volte grandi zampe feline che suppongo siano dei ghiottoni e delle volpi artiche. Io non ho ancora visto animali, ma sicuramente loro hanno visto me''.
Il viaggio continua in attesa di completare la ''marcia'' tra sci e slitta e raggiungere Abisko, "un villaggio - spiegava - dove recupererò la tuta stagna e l'equipaggiamento per affrontare l'ultima fase del progetto: 1.000 chilometri in kayak".


















