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| 12 feb 2024 | 20:39

"Non facevo la doccia da oltre un mese: dopo 2.000 chilometri in bici e quasi 500 in slitta mi sono finalmente goduto un po' di 'civiltà"

Dopo migliaia di chilometri messi alle spalle (non senza difficoltà), Lorenzo Barone ha finalmente raggiunto Abisko: "Mentre mangiavo qualcosa nell'unico market della zona pensando di dover montare la tenda per l'ennesima volta fuori a -20 gradi, ho aperto Instagram e ho letto: "Ciao, abito ad Abisko: hai bisogno di qualcosa?". Mi è sembrato una specie di miracolo"

Non facevo la doccia da oltre un mese: dopo 2.000 chilometri in bici e quasi 500 in slitta mi sono finalmente goduto un po'

SVEZIA. "Immaginatevi di arrivare in un piccolo villaggio della Lapponia con meno di 100 abitanti, dopo aver percorso oltre 2.000 chilometri in bicicletta e aver trainato la slitta con gli sci per 468 chilometri attraverso le montagne. Senza riuscire a fare la doccia da 32 giorni, stanco e affamato, con quasi tutte le batterie scariche". Per il cicloviaggiatore Lorenzo Barone sta per cominciare la parte forse più incredibile del suo viaggio: 1.000 chilometri in kayak nei mari del nord tra i fiordi norvegesi, protetto solo da una tuta stagna, a remare per raggiungere Capo Nord.

Dopo migliaia di chilometri già messi alle spalle (non senza difficoltà fra temperature estreme e cibo da centellinare), l'uomo ha finalmente raggiunto Abisko: "Mentre mangiavo qualcosa nell'unico market della zona pensando di dover montare la tenda per l'ennesima volta fuori a -20 gradi, (perché prendere una stanza sarebbe costato troppo), ho aperto Instagram e il primo messaggio che ho letto è stato: "Ciao, abito ad Abisko, quando arrivi? Hai bisogno di qualcosa?", mi è sembrato una specie di miracolo", riferisce Barone sui social aggiornando i suoi followers.

 

"Claudio mi ha ospitato per tre notti nella sua roulotte, collegata ad una casetta di legno nel campeggio di Abisko - prosegue nel racconto -. Finalmente sono riuscito a farmi una doccia calda e dato che spesso era via, ho passato due giorni spostandomi dal divano ai fornelli per cucinare e mangiare tutto quello che avevo comprato. In breve tempo sono tornato ad essere una persona normale". 

 

E prosegue: "Ho incontrato anche Kim, una ragazza svedese che mi aveva scritto un mese fa su Facebook e che mi ha fatto un enorme favore ricevendo un pacco di enorme importanza per me, che mi è stato inviato da Marco con tutto l'equipaggiamento per poter affrontare la tratta in kayak". 

 

Dopo alcuni giorni di meritato stop e di 'ritorno alla civiltà', Barone si è infine rimesso in cammino: "Adesso sto proseguendo gli ultimi 88 chilometri della tratta con gli sci e in questo momento mi trovo in tenda al lato della strada - conclude -. Tra pochi giorni raggiungerò l'oceano Atlantico", dove comincerà la tratta più incredibile del viaggio: 1.000 chilometri in kayak.

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