"Non facevo la doccia da oltre un mese: dopo 2.000 chilometri in bici e quasi 500 in slitta mi sono finalmente goduto un po' di 'civiltà"
Dopo migliaia di chilometri messi alle spalle (non senza difficoltà), Lorenzo Barone ha finalmente raggiunto Abisko: "Mentre mangiavo qualcosa nell'unico market della zona pensando di dover montare la tenda per l'ennesima volta fuori a -20 gradi, ho aperto Instagram e ho letto: "Ciao, abito ad Abisko: hai bisogno di qualcosa?". Mi è sembrato una specie di miracolo"

SVEZIA. "Immaginatevi di arrivare in un piccolo villaggio della Lapponia con meno di 100 abitanti, dopo aver percorso oltre 2.000 chilometri in bicicletta e aver trainato la slitta con gli sci per 468 chilometri attraverso le montagne. Senza riuscire a fare la doccia da 32 giorni, stanco e affamato, con quasi tutte le batterie scariche". Per il cicloviaggiatore Lorenzo Barone sta per cominciare la parte forse più incredibile del suo viaggio: 1.000 chilometri in kayak nei mari del nord tra i fiordi norvegesi, protetto solo da una tuta stagna, a remare per raggiungere Capo Nord.

Dopo migliaia di chilometri già messi alle spalle (non senza difficoltà fra temperature estreme e cibo da centellinare), l'uomo ha finalmente raggiunto Abisko: "Mentre mangiavo qualcosa nell'unico market della zona pensando di dover montare la tenda per l'ennesima volta fuori a -20 gradi, (perché prendere una stanza sarebbe costato troppo), ho aperto Instagram e il primo messaggio che ho letto è stato: "Ciao, abito ad Abisko, quando arrivi? Hai bisogno di qualcosa?", mi è sembrato una specie di miracolo", riferisce Barone sui social aggiornando i suoi followers.
"Claudio mi ha ospitato per tre notti nella sua roulotte, collegata ad una casetta di legno nel campeggio di Abisko - prosegue nel racconto -. Finalmente sono riuscito a farmi una doccia calda e dato che spesso era via, ho passato due giorni spostandomi dal divano ai fornelli per cucinare e mangiare tutto quello che avevo comprato. In breve tempo sono tornato ad essere una persona normale".
E prosegue: "Ho incontrato anche Kim, una ragazza svedese che mi aveva scritto un mese fa su Facebook e che mi ha fatto un enorme favore ricevendo un pacco di enorme importanza per me, che mi è stato inviato da Marco con tutto l'equipaggiamento per poter affrontare la tratta in kayak".
Dopo alcuni giorni di meritato stop e di 'ritorno alla civiltà', Barone si è infine rimesso in cammino: "Adesso sto proseguendo gli ultimi 88 chilometri della tratta con gli sci e in questo momento mi trovo in tenda al lato della strada - conclude -. Tra pochi giorni raggiungerò l'oceano Atlantico", dove comincerà la tratta più incredibile del viaggio: 1.000 chilometri in kayak.













