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| 23 gen 2024 | 16:56

La slitta che rimane 'incollata' al suolo e gli sci che affondano nella neve "fino alle ginocchia", Barone: "Li ho staccati usandoli con le mani per tenermi 'a galla'"

Manca ancora un bel po' a Capo Nord ma Lorenzo Barone di chilometri ne ha 'macinati' già moltissimi. "È un'esperienza stupenda, passo le giornate tra valli, montagne, fiumi e laghi ghiacciati e spesso non vedo persone per giorni. Questa mattina in salita la slitta sembrava incollata a terra e con gli sci affondavo fino al ginocchio. Li ho staccati iniziando a usarli con le mani per tenermi 'a galla'. Alla fine con un po' di pazienza sono riuscito a superare le difficoltà"

La slitta che rimane 'incollata' al suolo e gli sci che affondano nella neve "fino alle ginocchia"

SVEZIA. Manca ancora un bel po' a Capo Nord ma Lorenzo Barone di chilometri ne ha 'macinati' già moltissimi. "È un'esperienza stupenda, passo le giornate tra valli, montagne, fiumi e laghi ghiacciati con un terreno che varia da zone con neve soffice e polverosa ad altre dove invece a causa del vento è ghiacciata e dura come il cemento". 

 

E' davvero incredibile l'impresa che il cicloviaggiatore sta compiendo, preannunciata sui social da lui stesso qualche tempo fa. Centinaia di chilometri in bici, poi ancora un lungo tragitto in slitta e infine una traversata di oltre 1.000 chilometri in kayak. Questa, l'avventura del giovane che dalla Germania punta ad arrivare a Capo Nord (AVEVAMO RACCONTATO I DETTAGLI DELL'IMPRESA QUI). 

Un'avventura che ha già preso il via da qualche tempo, tanto che Barone è riuscito a completare tutta la tratta in bici e i primi 155 chilometri percorsi con sci e slitta: "Ne mancano ancora circa 500 - fa sapere l'uomo, che sui social sta provvedendo a tenere i followers aggiornati sull'esperienza, con tanto di fotografie e resoconti scritti delle varie giornate -. Il clima e il paesaggio cambiano continuamente e spesso non vedo persone per vari giorni. Ieri mentre percorrevo gli ultimi chilometri al buio con - 29 gradi ho guardato la luna, si era formato un alone (un cerchio luminoso) attorno, è la prima volta che assisto a un fenomeno del genere", rivela. 

 

E prosegue: "Questa mattina non riuscivo a procedere, in salita affondavo con gli sci fino al ginocchio e la slitta sembrava incollata a terra. Ho staccato gli sci iniziando a usarli con le mani per tenermi 'a galla'. Affondavo fino al busto. Pensavo: 'Non può durare così per sempre, prima o poi finisce'. Qualche decina di centimetri alla volta e con un po' di pazienza sono riuscito a superare la parte più ripida, poi sollevandomi aggrappato a un ramo ho riattaccato gli sci e proseguito". 

 

"Il vento ha iniziato a soffiare e finalmente il terreno diventava sempre più compatto, sono spariti gli alberi e la vegetazione dando spazio a un altopiano dove il bianco della neve avvolgeva ogni cosa. A tratti nessun punto di riferimento all'orizzonte". Dopo un lungo tratto ' in mezzo al nulla', Barone racconta di aver raggiunto "il villaggio di Jakkvik, doive è terminata la prima parte della traversata". Viaggio che proseguirà in questi giorni alla volta di Abisko, "un villaggio dove recupererò la tuta stagna e l'equipaggiamento per affrontare l'ultima fase del progetto: 1.000 chilometri in kayak", conclude. 

 

 

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