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Trento
25 luglio | 15:18

Orsi, la Lav: “Kj1 è stata radiocollarata e non c'è più alcuna ragione per non chiudere i sentieri, si attuino le richieste del Tar”

Le parole dell'associazione dopo la conferma delle autorità provinciali sull'identità dell'orsa catturata e radiocollarata: “Ora la sua posizione può essere costantemente monitorata, permettendo così la puntuale chiusura dell'area frequentata di giorno in giorno, limitando quindi l'interdizione ad aree molto meno estese di quella dichiarata dalla Provincia di Trento”

TRENTO. Orsa Kj1 radiocollarata, la Lav: “No all'uccisione. Ora la Pat monitori intensivamente e chiuda i sentieri. Si attuino le richieste del Tar”. Sono queste le parole della Lega anti-vivisezione dopo la conferma, da parte delle autorità provinciali, circa l'identità dell'orsa catturata e radiocollarata nell'Alto Garda a pochi giorni di distanza dall'attacco del plantigrado (accompagnato dai suoi cuccioli) ai danni di un turista francese nella zona di Dro. “Ora che le analisi genetiche hanno confermato che si tratta proprio di Kj1 – dice Massimo Vitturi, responsabile animali selvatici della Lav cade ogni pretesto per non chiudere l'area frequentata dall'orsa. Kj1 deve essere lasciata vivere nel suo territorio, permettendole in totale libertà di accudire i suoi cuccioli, garantendo la loro sicurezza e quella dei cittadini”.

 

Nel documento con il quale il Tar di Trento ha sospeso la seconda ordinanza di abbattimento per l'orsa firmata dal presidente Fugatti infatti (la prima era arrivata prima ancora dell'ottenimento di tutte le analisi genetiche del caso, venendo a sua volta bloccata), i giudici amministrativi hanno fatto riferimento alla possibilità di chiudere la zona considerata a rischio (come fatto, per esempio, nel 2017 da Ugo Rossi con Kj2). Tanto i sindaci trentini (Qui Articolo) quanto la Sat (Qui Articolo) però si sono dichiarati contrari mentre la Provincia di Trento, nell'annunciare la cattura dell'orsa che si è poi rivelata essere Kj1, aveva sottolineato “l'impossibilità di interdire alle persone le aree frequentate da Kj1” sotto i profili tecnico e sociale. “L'area dove si muove l'orsa – aveva scritto la Pat – testimoniata dai monitoraggi eseguiti dal Servizio faunistico, è infatti estesa 110 chilometri quadrati e al suo interno si trova una rete di sentieri e strade forestali lunga 250 chilometri con circa 100 accessi diversi”.

 

“La Provincia – ribatte però oggi la Lav – afferma di non potere chiudere gli accessi a quella zona, perché troppo estesa, ma ora che l'orsa è radiocollarata, la sua posizione può essere costantemente monitorata, permettendo così la puntuale chiusura dell'area frequentata di giorno in giorno, limitando quindi l'interdizione ad aree molto meno estese di quella dichiarata dalla Provincia di Trento. Operando in questo senso – conclude l'associazione – sarà dato seguito alle indicazioni del Tar di Trento che ha sospeso anche la seconda ordinanza di uccisione dell'orsa Kj1, chiedendo di attuare misure non cruente in base al principio di proporzionalità, limitando al minimo la ricaduta sui cittadini che potranno continuare a fruire delle zone circostanti l'area interdetta in quel momento”.

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