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“Questo terribile dolore non sarà invano”. Sofia Goggia parla dell'infortunio e cita Elena Fanchini, la compagna scomparsa l'anno scorso

La nota sciatrice torna a parlare a oltre due settimane dal terribile infortunio subito durante una caduta a Ponte di Legno, dove la fuoriclasse bergamasca ha riportato la rottura della tibia e del malleolo tibiale. In un posto condiviso sui suoi canali social la 31enne ha citato anche Elena Fanchini, la compagna sciatrice morta lo scorso anno dopo una lunga lotta contro un tumore

Di F.S. - 23 febbraio 2024 - 10:13

TRENTO. “Questo dolore non sarà invano, lo prometto a mio padre e lo prometto a tutti voi”. Sono queste le parole con le quali si conclude il messaggio condiviso sui social da Sofia Goggia, la fuoriclasse bergamasca dello sci, a oltre due settimane del terribile infortunio subito durante una caduta a Ponte di Legno, dove la 31enne ha riportato la rottura della tibia e del malleolo tibiale nel corso di un allenamento sulla pista della Casola. Le toccanti parole della sportiva, per la quale la stagione a questo punto è finita, sono state accompagnate anche da una citazione a Elena Fanchini, la compagna sciatrice morta lo scorso anno dopo una lunga lotta contro un tumore.

 

“'Se questo è il piano che Dio ha riservato per me – scrive Goggia – altro non posso fare che spalancare le braccia, accoglierlo e accettarlo'. Questa frase, che già utilizzai due anno fa a Cortina quando mi infortunai prima di Pechino, non è mia ma di Elena Fanchini: la pronunciò durante un'intervista con un sorriso e la sua autentica genuinità -che tanto mi manca!- quando venne a sapere della ricaduta del tumore. Mi sono ispirata a lei, l'ho fatta 'mia' ed è ciò che mi sono detta quando mi stavano trasportando a Milano in elicottero, con la ferma consapevolezza che quella sgradevolissima sensazione che avevo avuto in pista, quando ancora non mi ero fermata dalla caduta, era veritiera: la mia tibia era rotta e frantumata”.

 

Mio papà – continua la sciatrice – mi ha scritto per messaggio che questo mio dolore non sarà invano ma, anche se poi il tempo mi dirà che lui aveva ragione, attualmente fatico a crederci. Non è un osso che si rompe e non è la, seppure pesantissima, fatica psicofisica del settimo, complicato intervento chirurgico in carriera. Ciò che fa male, davvero male, è quella lacerazione che sento dentro al petto, strappo che solo io posso sentire radicato nel mio profondo, figlio del fatto di essere per l'ennesima volta a tu per tu con me stessa in una situazione del genere nonostante gli sforzi, l'impegno e le scelte lavorative affinché la possibilità che questo tipo di avvenimenti potesse accadere si riducesse al minimo. È l'impossibilità di riuscire solamente, che poi per me è tutto, a vivere 'normalmente' la mia passione sugli sci, passione per cui ho lavorato e per cui lavoro assiduamente da una vita intera. Fa malissimo, ma bisogna andare avanti”.

 

“Ma la Elly aveva ragione: per quanto dura sia da accettare questa situazione, non posso fare altrimenti, il senso forse arriverà poi. È 'solo' una prova in più. Difficilissima, ma una in più. E caro papà, anche se nel mio cuore mi sembra di essere ferma distesa su quella pista di Ponte di Legno temendo il momento in cui dovrò incrociare gli occhi del mio allenatore, del mio Skiman e del mio preparatore dicendo loro che per quest'anno il sogno si è interrotto, ti prometto che ce la metterò tutta per far sì che questo dolore terribile non sarà invano. Lo prometto a mio padre e lo prometto a tutti voi”.

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