Ressa per fare video e foto agli orsi in amore, il Parco costretto a chiudere un sentiero: "Nessuno si preoccupa del fastidio dato a questi splendidi animali"
Il Parco prima di adottare un simile provvedimento ha aspettato poiché si riteneva che, dopo tanto parlare di disturbo e di responsabilità nei confronti dell'orso bruno marsicano, le cose sarebbero andate diversamente

AQUILA. Non più liberi di vivere in tranquillità e vittime di curiosi intenti a riprendere con foto e video la loro stagione d'amore. E' quello che sta succedendo agli orsi nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise dove l'ente che gestisce una delle più importanti aree verdi tutelate ha dovuto chiudere il sentiero che porta decine di escursionisti a filmare gli orsi in amore.
Ad annunciare la chiusura temporanea del sentiero F10 per la tutela dell'orso bruno marsicano è stato lo stesso Parco che prima di adottare un simile provvedimento ha aspettato poiché si riteneva che, dopo tanto parlare di disturbo e di responsabilità nei confronti dell'orso bruno marsicano, le cose sarebbero andate diversamente.
Sfortunatamente, si è constatato un modus operandi molto simile a quello degli anni passati: cospicui gruppi di persone in appostamento praticamente ogni giorno, spesso accompagnate da guide che dopo poche ore, o al massimo qualche giorno dopo, postano video - dove tra l'altro è possibile riconoscere il luogo abbastanza facilmente - di orsi che si incontrano nel periodo degli amori, uno dei più delicati in assoluto.
Dopo qualche giorno, sono pervenute anche testimonianze di chat tra frequentatori della zona, dove sono state passate informazioni puntuali degli orari e delle località in cui vedere gli orsi in accoppiamento (fuori dai sentieri autorizzati). Molte persone, accompagnate e non, sono salite prima dell’alba, contravvenendo anche al regolamento sulla fruizione turistica.
“Crediamo – spiega il Parco - che vedere tanti video di orsi, come quelli postati in questi giorni e ripresi anche da diversi giornali, sia sicuramente molto emozionante. Non comprendiamo però, come, nel mentre infervora la gara a chi avvista orsi di più e meglio degli altri, nessuno si preoccupi del fastidio, delle interferenze e del disturbo che viene arrecato a questi splendidi e unici animali selvatici”.













