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Riduzione monte ore alternanza scuola-lavoro, gli studenti: "Accogliamo positivamente il ridimensionamento, ma il confronto sul tema deve proseguire"

Il presidente della Consulta provinciale degli studenti Matteo Bonetti Pancher: "Ridurre il monte ore obbligatorio non pregiudica queste esperienze, al contrario punta a migliorarne la qualità, lasciando al contempo la possibilità a chi volesse svolgere più ore la libertà di farlo"

Pubblicato il - 17 maggio 2024 - 20:15

TRENTO. “Come Consulta provinciale degli studenti accogliamo positivamente il ridimensionamento delle ore di alternanza scuola-lavoro previsto dalla delibera varata oggi in Giunta provinciale e tale proposta era anche emersa dai dati raccolti nel recente sondaggio da noi promosso in tutti gli istituti di secondo grado della provincia”.

 

Sono queste le prime parole del presidente della Consulta provinciale degli studenti di Trento, nonché vice portavoce nazionale degli studenti, Matteo Bonetti Pancher in seguito alla rimodulazione, approvata oggi dalla Giunta provinciale di Trento, e che entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico 2024/2025, del monte ore minimo dei percorsi di alternanza scuola-lavoro che passeranno da 400 a 250 ore negli istituti tecnici e professionali e da 200 a 150 ore nei licei, comprensive delle attività di orientamento svolte nell’ultimo triennio.

 

“L’alternanza scuola-lavoro è uno strumento importante che permette a noi studenti di farci un’idea di come funziona il mondo del lavoro, favorisce l'apertura della scuola al mondo esterno e mette in contatto fra loro due dinamiche diverse – prosegue Bonetti Pancher – , quella formativa scolastica e quella produttiva d’impresa, contribuendo a ridurre l’abbandono scolastico e la difficoltà dei giovani ad inserirsi in un contesto lavorativo”.

 

Ridurre il monte ore obbligatorio, viene specificato dal presidente della Consulta, non pregiudica queste esperienze, ma al contrario “punta a migliorarne la qualità, lasciando al contempo la possibilità a chi volesse svolgere più ore di alternanza la libertà di farlo”.

 

“Auspichiamo che il confronto su questo tema prosegua, soprattutto nella direzione di una particolare attenzione verso una maggiore attinenza dei progetti di Asl ai diversi percorsi di studio degli studenti”, conclude Matteo Bonetti Pancher che specifica come: “Si verificano infatti ancora episodi di malagestione o scarsa cura dei progetti, che riducono l’alternanza a una perdita di tempo – celebre è l’esempio del fare fotocopie – o a uno stage non retribuito: è bene quindi che soprattutto su questo aspetto si continui a lavorare”.

 

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