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Trento
07 giugno | 10:41

Ristorazione, accordo raggiunto sul contratto nazionale: “L'intesa porterà 200 euro in più nelle buste paga”. Aumenti per 15mila addetti trentini

Soddisfatti i sindacati, che parlano di passi avanti importanti anche su pari opportunità e violenza di genere: 15mila gli addetti trentini interessati, un milione a livello nazionale. Ecco i dettagli

TRENTO. Ristorazione, accordo raggiunto sul contratto nazionale: soddisfatti i sindacati che parlano di “passi avanti importanti” anche su pari opportunità e violenza di genere. L'intesa, spiegano le sigle, porterà 200 euro in più nelle buste paga dei dipendenti di bar, ristoranti, mense e aree di servizio e catene interessando ben 15mila addetti in Trentino (e 1 milione a livello nazionale).

 

“Al termine di una lunga e faticosa trattativa proseguita ad oltranza nelle giornate di martedì e mercoledì – scrivono i sindacati che hanno sottoscritto l'intesa, Filcams, Fisascat, Uiltucs con Fipe Confcommercio, Legacoop produzione e servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi e Agci Servizi – è stato raggiunto l'accordo sul rinnovo del contratto nazionale della ristorazione. Per dipendenti di bar e ristoranti, di mense scolastiche e ospedaliere, di aree di servizio e grandi catene arriverà un aumento medio lordo in busta paga di 200 euro”.

 

Il nuovo contratto infatti, in vigore fino al 31 dicembre 2027, prevede come detto un aumento contrattuale a regime di 200 euro al quarto livello, da riparametrare per gli altri. La prima tranche di aumento salariale di 50 euro sarà corrisposta con la retribuzione del mese di giugno 2024; seguiranno altre 4 tranche di 40, 40, 30 e 40 euro. Previsto l'aumento di 3 euro del contributo per l'assistenza sanitaria integrativa fondo est a carico delle aziende a partire dal 1 gennaio 2027”.

 

Il contratto, proseguono i sindacati: “Segna passi avanti anche sul fronte normativo, ed in particolare sulle politiche di genere e sulla tutela delle lavoratrici vittime di violenza. Vengono inseriti per la prima volta misure di contrasto alle molestie e violenze nei luoghi di lavoro, con percorsi di formazione e informazione, tra i quali un'ora di assemblea retribuita dedicata e aggiuntiva. Previsti, poi, ulteriori 90 giorni di congedo retribuito al 100% per le donne vittime di violenza di genere, in aggiunta ai 90 previsti dalla legge, e viene definita anche la possibilità di essere trasferiti in altre sedi di lavoro e di essere escluse da turni disagiati”.

 

Passi avanti, infine, anche sulla genitorialità, dove sono stati migliorati i congedi di maternità e paternità: “E' stata anche aggiornata la classificazione del personale con la previsione di nuove figure professionali e le modalità di passaggio dal sesto livello al sesto super per le addette delle mense”. Soddisfatte, come detto, le sigle sindacali: “Un risultato rilevante ottenuto dopo un negoziato articolato e complesso, sostenuto anche con la mobilitazione” dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, che sottolineano “l'importanza di aver rinnovato il Contratto nazionale, definendo significativi aumenti salariali e positive modifiche normative, respingendo richieste di scambio diritti/salario. Una conquista importante per le lavoratrici e i lavoratori che riafferma la centralità e unicità del Contratto nazionale”. Infine, le organizzazioni sindacali rimarcano che “questo rinnovo manda un chiaro segnale anche alle aziende aderenti ad Anir e Angem (che non hanno sottoscritto l'accordo ndr), perché riconosce la specificità del comparto e le chiama ad una assunzione di responsabilità, in mancanza della quale il sindacato continuerà a mettere in campo le iniziative di lotta necessarie a tutelare il giusto riconoscimento del contratto rinnovato a tutte le lavoratrici e ai lavoratori”.

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