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Trento
30 luglio | 15:43

Accordo per il pubblico impiego per oltre 14 mila dipendenti: aumento dell’indennità anche per gli Oss, fino a 2000 euro

Il presidente Fugatti ha seguito da vicino le trattative in veste anche di assessore al personale: “Si apre una nuova stagione per il comparto pubblico provinciale. Questi accordi valorizzano chi lavora ogni giorno nei servizi essenziali e rafforzano il potere d’acquisto. È un investimento che dà qualità alla pubblica amministrazione e che può fare da traino anche per il settore privato”

di Redazione

TRENTO. Due accordi per il pubblico impiego siglati oggi in Trentino: dai medici del Servizio sanitario provinciale al personale delle case di riposo, passando per i dipendenti di Comuni e Provincia. Al centro, aumenti retributivi significativi e la revisione di un sistema ordinamentale fermo da oltre vent’anni.
 

L’Apran (Agenzia provinciale per la rappresentanza negoziale) ha firmato, infatti, un’intesa con i sindacati dei dirigenti medici e sanitari. Si tratta di un primo passo verso l’accordo definitivo che sbloccherà gli arretrati del periodo 2019–2024 e porterà a un adeguamento strutturale degli stipendi: si parla di un incremento medio lordo mensile di 1300 euro per circa 1300 professionisti, considerando anche il triennio 2025–2027.

 

Prevista anche una riorganizzazione dell’orario di lavoro e la regolamentazione delle prestazioni fuori sede. L’obiettivo è chiaro: migliorare le condizioni e rendere più attrattivo il sistema sanitario pubblico.

 

Dopo oltre 15 ore di trattative è arrivato anche l’accordo che coinvolge il personale degli enti locali e delle Aziende pubbliche di servizi alla persona. Circa 14.000 lavoratori interessati e 15 milioni di euro messi in campo, più altri 10 milioni per le progressioni di carriera. Tra i punti salienti c’è aumento dell’indennità per gli Oss, fino a 2000 euro, l’indennità notturne equiparate a quelle del comparto sanità, la possibilità di avanzamenti economici dopo tre anni nella stessa posizione e i reinquadramenti per infermieri, educatori, operai e restauratori.

 

Altro aspetto molto importante è che, dopo oltre vent’anni, viene completamente rinnovato il sistema ordinamentale delle qualifiche professionali. Una vera e propria “riforma” del pubblico impiego trentino. Soddisfatto il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, che ha seguito da vicino le trattative in veste anche di assessore al personale: “Si apre una nuova stagione per il comparto pubblico provinciale. Questi accordi valorizzano chi lavora ogni giorno nei servizi essenziali e rafforzano il potere d’acquisto. È un investimento che dà qualità alla pubblica amministrazione e che può fare da traino anche per il settore privato”.

 

Sulla stessa linea l’assessore alla salute Mario Tonina: “Con l’accordo sui medici mettiamo a disposizione oltre 30 milioni di euro a regime, ma sono molto soddisfatto anche per l’intesa con le Apsp: abbiamo riconosciuto il valore di figure fondamentali come Oss e infermieri, aumentando indennità e turnazioni notturne. Sono loro il cuore del nostro sistema assistenziale. Un grazie anche al Presidente di Apran Zanella, ai dirigenti provinciali D'UrsoComper, per l'impegno profuso nel portare a casa questo importante risultato".

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