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Trento
02 febbraio | 18:35

Scuola e 'diritto alla disconnessione', la consulta dei genitori: "Sì ai compiti a casa ma con dei limiti. I registri elettronici? Vanno 'regolamentati'"

Maurizio Freschi, presidente della Consulta provinciale dei genitori: "Molti istituti hanno già previsto regolamentazioni sulla 'disconnessione'. Sarebbe bene che queste 'scelte' fossero trasversali e che non dipendessero soltanto dalla buona volontà delle singole scuole. Come genitori siamo convinti che sia giusto dare delle consegne a casa ma è giusto anche porre dei limiti. E lo stesso vale per l'utilizzo di registri elettronici e piattaforme per la didattica online"

Scuola e 'diritto alla disconnessione', la consulta dei genitori: Sì ai compiti a casa ma con dei limiti
di Redazione

TRENTO. Sono state mandate nella mattinata di ieri, 1 febbraio, due note distinte da Francesca Gerosa agli istituti scolastici del Trentino. Un invito, quello della vice presidente, ad "avviare una collaborazione con le scuole, mettendo al centro gli studenti". Due, in particolare, i temi affrontati, partendo dai "compiti durante le vacanze di Carnevale" (da 'non dare' per favorire la socializzazione, il tempo con la famiglia e non solo ndr) fino ad una riflessione sul "diritto alla disconnessione". 

 

"Molti istituti hanno già previsto regolamentazioni sulla 'disconnessione' anche sull'assegnazione dei compiti a casa - esordisce Maurizio Freschi, presidente della Consulta provinciale genitori del Trentino, commentando le proposte della vice presidente Gerosa e in particolare la questione 'compiti' a casa -. Sarebbe bene che queste 'scelte' fossero trasversali e per tutti e che non dipendessero soltanto dalla buona volontà delle singole scuole e dal singolo collegio docenti. Come genitori siamo convinti che sia giusto dare compiti ma è giusto anche porre dei limiti. Se la giornata 'libera' diventa una giornata all'insegna dell'elaborazione di consegne c'è qualcosa che non va: come in tutto, anche in questo caso c'è bisogno di buonsenso e di adottare una linea comune per tutti", prosegue nella riflessione. 

 

Oltre a quella legata ai compiti per le vacanze di Carnevale (QUI L'APPROFONDIMENTO), da Gerosa è stata inviata anche una seconda nota, dedicata alla "disconnessine". "Anche in questo caso, e tengo e sottolinearlo - spiegava ieri la vice presidente a Il Dolomiti, si tratta di un invito. Una collaborazione che punta a mettere al centro studentesse e studenti, che spesso di ritrovano in difficoltà nella gestione e organizzazione del proprio tempo e questo anche a causa della digitalizzazione, che non condanno ma che va in qualche modo regolamentata e presidiata. Se una volta a fine lezione ci si segnava i compiti, a mano, sul diario, ora le scuole utilizzano il registro elettronico che è un metodo utile se però gestito al meglio". 

 

"Si tratta di un tema - aggiunge Freschi - da noi sollevato già da tempo. La 'digitalizzazione' delle comunicazioni scuola-casa ha sicuramente aspetti positivi, come l'immediatezza della ricezione, ma trascina inevitabilmente con sé aspetti negativi sui quali è bene riflettere. In primis, va fatto notare come non tutti abbiano pc o connessione internet a casa: sicuramente la maggior parte di noi ce l'ha ma ci sono anche famiglie che per questioni economiche non se li possono permettere o ancora che vivono in zone prive di connessione. Sarebbe quindi bene che a livello provinciale ci si desse delle linee guida uguali per tutti, offrendo delle alternative per quelle famiglie che, per un motivo o per un altro, non hanno possibilità di connettersi". 

 

"Lo stesso vale anche per le consegne a casa caricate sulle piattaforme online, che i ragazzi e bambini dovrebbero poter ricevere in tempi ragionevoli - fa notare il presidente della Consulta provinciale genitori del Trentino -. La nostra esperienza e diverse segnalazioni ci mostrano invece come in alcuni casi si sia giunti a inviare i compiti il pomeriggio della domenica per il lunedì. Questo è un grande danno al tempo libero degli studenti, di ogni ordine e grado, ma anche per i genitori e per l'organizzazione a livello familiare". 

 

E conclude: "Affrontando più nello specifico il tema della disconnessione dobbiamo tener presente che in pochi anni, causa l'accelerazione dovuta alla contingenza del periodo pandemico, si è giunti ad un utilizzo massivo delle nuove modalità di comunicazione digitali, passando da una comunicazione scuola famiglia basata prevalentemente su carta all’attuale gestione di registri elettronici e piattaforme per la didattica, senza che a tutto ciò siano seguite formazione e regolamentazione alla stessa velocità di crescita. Infine non possiamo non ricordare come la disconnessione sia già prevista per i docenti, anche se non sempre garantita, e ci si chiede perché questa previsione debba avere una valenza, ancora una volta, unilaterale".

 

"La maggior parte delle modalità di comunicazione utilizzate permettono di programmare l’invio in un orario successivo, sarebbe quindi sufficiente solo un minimo di attenzione e di organizzazione per evitare inutili disagi. Invito pertanto tutte le parti coinvolte ad un confronto, senza pregiudizi, che permetta di trovare soluzioni condivise nel rispetto dei diritti di ciascuno". 

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