Niente compiti a casa per Carnevale e diritto alla 'disconnessione', la proposta di Gerosa trova consensi, gli studenti: "Finalmente c'è la volontà di intervenire"
Sono state mandate nella mattinata di oggi, 1 febbraio, due note distinte dalla vice presidente e assessora Francesca Gerosa agli istituti scolastici del Trentino. Si parte da una riflessione che abbraccia la questione "compiti durante le vacanze di Carnevale" fino ad arrivare ad una sulla necessità di "disconnessione". Degli 'inviti' a scuole e dirigenti a una collaborazione che veda al centro i giovani

TRENTO. Sono state mandate nella mattinata di oggi, 1 febbraio, due note distinte dalla vice presidente e assessora Francesca Gerosa agli istituti scolastici del Trentino. L'invito è quello di "avviare una collaborazione con le scuole nella direzione da me auspicata". Si parte da una riflessione che abbraccia la questione "compiti durante le vacanze di Carnevale" fino ad arrivare ad una riflessione sulla necessità di "disconnessione".
"La scuola è un luogo fondamentale per l'apprendimento formale, per l'acquisizione di competenze e la socializzazione - premette Gerosa a Il Dolomiti -. E' importante però per i ragazzi anche il tempo dedicato alla socializzazione nella comunità, alla famiglia, al confronto con i pari, allo sport e alle proprie passioni, che appartengono al campo dell'apprendimento informale". Un 'tempo' che, secondo la vice presidente, meriterebbe di essere valorizzato, soprattutto nel periodo di sospensione delle attività didattiche (come nel caso delle vacanze di Carnevale).
"La stessa Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Onu riconosce il diritto al riposo e al tempo libero - prosegue spiegando il perché delle note inviate stamani ai dirigenti -. Con la mia nota dedicata alla questione 'compiti' durante le vacanze di Carnevale ho quindi voluto cercare di sensibilizzare gli insegnati e i dirigenti con spirito collaborativo e non in quanto imposizione. Evitando di dare compiti, la vacanza, fatta peraltro di pochi giorni, potrebbe così diventare occasione per fare compiti di tipo diverso come l'esplorare la realtà che circonda gli studenti, curare le relazioni con i propri pari, stare in famiglia e vivere la comunità - ribadisce -. Compiti, anche in questo caso, necessari e formativi nella società d'oggi".
Da Gerosa è stata inviata poi una seconda nota, dedicata alla "disconnessine". "Anche in questo caso, e tengo e sottolinearlo, si tratta sempre di un invito - spiega l'assessora e vice presidente della Provincia -. Una collaborazione che punta a mettere al centro studentesse e studenti, che spesso di ritrovano in difficoltà nella gestione e organizzazione del proprio tempo e questo anche a causa della digitalizzazione, che non condanno ma che va in qualche modo regolamentata e presidiata. Se una volta a fine lezione ci si segnava i compiti, a mano, sul diario, ora le scuole utilizzano il registro elettronico che è un metodo utile se però gestito al meglio".
"Il mondo del lavoro richiede competenze come la capacità di organizzarsi e strutturare il proprio tempo e la scuola dovrebbe, non a caso, accompagnare i giovani in questo processo di apprendimento. Parlando con molti giovani, ci si è accorti però di come la digitalizzazione costituisca fonte di stress e possa risultare potenziale 'ostacolo' all'apprendimento della capacità di organizzarsi. Molti studenti si connettono a più riprese durante la giornata e anche dopo la fine delle lezioni con l'ansia che ci siano altre consegne a casa (segnalate attraverso piattaforme online ndr). Nella mia nota invito pertanto le scuole a collaborare, affinché gli alunni vengano informati su attività didattiche e compiti entro l'orario delle singole lezioni. Questo significherebbe per loro una migliore gestione del proprio tempo di studio e del tempo libero e una maggiore acquisizione di autonomia in un clima più sereno".
E conclude: "E' evidente che, se i ragazzi escono da scuola con tutte le consegne date possono organizzarsi al meglio per fare anche tante alte attività importanti per la crescita. Ci sono alunni che riescono a fare tutto in autonomia, mentre altri restano 'indietro' e questo non dovrebbe mai avvenire".
"Le due note della vice presidente - si aggiunge Matteo Bonetti Pancher, presidente della Consulta degli studenti - abbracciano entrambe il 'diritto alla disconnessione'. Da un lato c'è la questione dei 'compiti delle vacanze di Carnevale', proposta che accogliamo con favore perché convinti che non si promuove l'impegno scolastico sobbarcando gli studenti di compiti. Dall'altra, però, sarebbe bene fare un'altra riflessione: sport e volontariato ad oggi vengono ancora viste come attività 'terze' alla scuola, da svolgere nei periodi di vacanza. Se queste venissero invece incluse nella scuola il tempo per i compiti a casa ci sarebbe. Sono molti i pedagogisti che ritengono controproducente per la formazione dello studente l’assegnazione di compiti durante i periodi di vacanza (soprattutto se brevi non è garanzia di migliori risultati). Al contrario, molti sostengono che la dilazione nel tempo dell'esercizio può essere scelta più efficace per promuovere l'apprendimento".
"Per quanto riguarda invece la questione 'registro elettronico' - prosegue - siamo felici che ci sia la volontà di intervenire. Nonostante i molti aspetti positivi della 'digitalizzazione' nel mondo della scuola c'è anche da sottolineare non soltanto quanto questi 'metodi' possano risultare per alcuni motivo di ansia e stress, come già spiegato da Gerosa, ma anche un rischio per i giovani: la costante connessione potrebbe infatti influenzare negativamente il processo di responsabilizzazione degli studenti che, abituati ad essere sempre e costantemente seguiti, si ritroveranno un domani all'università con grosse difficoltà. E' necessario invece che i giovani imparino fin dai tempi delle superiori ad organizzarsi, competenza richiesta nella vita di tutti giorni e soprattutto nel mondo del lavoro", conclude.


















