Vacanze di Natale e scuola, da Fratelli d'Italia torna l'appello ai dirigenti e agli insegnanti: "Non esagerate con i compiti. Il riposo è importante"
"Le vacanze natalizie rappresentano un'occasione preziosa per rigenerarsi, trascorrere tempo in famiglia e con gli amici, recuperare energie e ritrovare un equilibrio sereno" scrive l'assessore Marco Galateo in una lettera indirizzata alle scuole

BOLZANO. Un nuovo appello e una nuova battaglia. Il nemico? I compiti a casa durante le vacanze natalizie. Questa volta la preghiera arriva dall'Alto Adige e dall'Assessore provinciale all’Istruzione e formazione italiana Marco Galateo, di Fratelli d'Italia. Perché è giusto studiare, è giusto impegnarsi. Ma bisogna anche riposare.
"Cari dirigenti, docenti e personale scolastico - scrive l'Galateo in una missiva - Comprendiamo pienamente l'importanza di garantire la continuità dell'apprendimento e di sostenere in modo efficace il percorso educativo dei nostri studenti e studentesse. È tuttavia altrettanto fondamentale considerare il loro benessere psicofisico. Le vacanze natalizie rappresentano infatti un'occasione preziosa per rigenerarsi, trascorrere tempo in famiglia e con gli amici, recuperare energie e ritrovare un equilibrio sereno. Studi scientifici confermano che brevi periodi di riposo contribuiscono in modo significativo a migliorare memoria, concentrazione e motivazione, elementi essenziali per affrontare con rinnovata energia il nuovo anno scolastico. Per questi motivi vi invito a considerare un equilibrio più moderato nella quantità di compiti per casa assegnati durante le vacanze natalizie".
Un appello che non è unico nel suo genere. Lo scorso anno, a Trento, l'assessora all'istruzione Francesca Gerosa aveva chiesto per le vacanze di Pasqua di non dare compiti a casa. Poi ci sono gli appelli di dirigenti e insegnanti dei più grandi licei di Roma, Milano, Torino, Genova.
E gli esperti cosa dicono? Le opinioni sono contrastanti. Per alcuni chiedere la diminuzione o la cancellazione dei compiti a casa è una follia. "E' uno stop troppo lungo - commentano alcuni professori - caricare i ragazzi è inutile, ma pensare di non assegnare alcun compito non è pensabile. Serve una via di mezzo". Per altri invece il tempo libero è sacro e la riduzione, o addirittura cancellazione, dei compiti, sarebbe auspicabile.
C'è anche chi fa una riflessione più ampia: "Meno compiti? Va bene. Ma sarebbe interessante comprendere come i ragazzi impiegano il loro tempo - commentano alcuni docenti - se invece che passare il tempo sui libri lo passano in attività per loro produttive va benissimo. Si parla di musei, mostre, ma anche di tempo in famiglia, di dialogo condiviso, di andare al cinema, allora è un discorso. Se l'alternativa ai compiti sono i video sui social, allora è un altro paio di maniche".












