"I compiti a casa non siano strumento di valutazione, ma di esercitazione", la consulta dei genitori sostiene il nuovo regolamento: "Al centro il benessere degli studenti"
Il presidente Maurizio Freschi e il vicepresidente Andrea Oss (consulta provinciale dei genitori): "E' importante che i compiti assegnati per casa non diventino uno strumento di valutazione, ma restino strumenti di esercitazione, consolidamento e responsabilizzazione al fine di raggiungere efficacemente gli obiettivi didattici".

TRENTO. Il dibattito politico ma soprattutto sociale sulla scuola trentina, la sua autonomia, buone pratiche e vincoli normativi si è "rimesso in moto" con la presentazione dello schema di regolamento applicativo delle "Linee guida per il Benessere a scuola" presentato nei giorni scorsi dall'assessore Francesca Gerosa: non sono mancate reazioni scettiche ove non avverse, ma a sostegno del nuovo disegno della scuola trentina si schiera la Consulta provinciale dei genitori.
"Riteniamo che al centro di questa discussione - scrivono il presidente Maurizio Freschi e il vicepresidente Andrea Oss - debba tornare ciò che è davvero essenziale: il benessere degli studenti. Ogni giorno, bambini e ragazzi affrontano carichi di lavoro impegnativi, spesso non tanto per la quantità di compiti, quanto per la scarsa coordinazione tra le discipline e la gestione disorganica della comunicazione scolastica".
"Le piattaforme digitali, se da un lato garantiscono trasparenza e accesso alle informazioni, dall’altro hanno contribuito a dilatare tempi e modalità di interazione, creando una disponibilità pressoché continua, non sempre compatibile con una vita scolastica equilibrata. In questo contesto, è anche importante che i compiti assegnati per casa non diventino uno strumento di valutazione, ma restino strumenti di esercitazione, consolidamento e responsabilizzazione al fine di raggiungere efficacemente gli obiettivi didattici. È necessaria dunque chiarezza sulle modalità e sui tempi delle comunicazioni scolastiche, affinché siano gestibili, sostenibili e rispettose dei tempi extrascolastici degli studenti e delle famiglie".
"Le regole non devono essere vissute come imposizioni, ma come garanzie di equità e coerenza. Per questo, un regolamento uniformato può rappresentare un’opportunità per restituire senso e misura alla quotidianità scolastica, evitando sovrapposizioni, disallineamenti e stress evitabili. Una Scuola davvero autonoma è una Scuola che si assume la responsabilità di agire in modo coerente, trasparente e rispettoso del tempo e del benessere di ciascuno, e una comunità educante solida è quella che, senza deleghe in bianco, lavora insieme, dirigenti, docenti, studenti e famiglie, per costruire un ambiente scolastico sano, inclusivo e sostenibile".


















