Trento attende Mattarella, Claudia Eccher a Trieste: ''Il ruolo di garanzia del presidente è imprescindibile''
Mentre il 3 febbraio il presidente della Repubblica arriverà a Trento Claudia Eccher membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura ha partecipato all'inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte d’appello di Trieste in rappresentanza del CSM e ha spiegato che una delle priorità è ''recuperare la smarrita fiducia dei cittadini nei confronti della giustizia, che da troppo tempo è diventata terreno di scontro, facendo perdere di vista gli interessi comuni della collettività. Ecco perché è importante il ruolo di garanzia imprescindibile''

TRENTO. Mentre Trento si prepara ad accogliere il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell'inaugurazione ufficiale di Trento capitale europea e italiana del volontariato 2024, (prevista per il prossimo 3 febbraio) il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria una trentina illustre ha parlato proprio del presidente della Repubblica.
Claudia Eccher membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura ha partecipato all'inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte d’appello di Trieste in rappresentanza del CSM e ha spiegato che una delle priorità è ''recuperare la smarrita fiducia dei cittadini nei confronti della giustizia, che da troppo tempo è diventata terreno di scontro, facendo perdere di vista gli interessi comuni della collettività. Ecco perché è importante il ruolo di garanzia imprescindibile nell'ambito dell'equilibrio democratico del Presidente Mattarella''.
E’ con quest’impegno che l’avvocata Claudia Eccher ha aperto il suo intervento. Un impegno peraltro quotidiano da parte del Csm, ha sottolineato la Consigliera Eccher ''confermato dall’ottima produttività nel primo anno della nuova consiliatura: a partire dal recupero dell’arretrato fino ad arrivare ad una sensibile riduzione dei termini per le valutazioni di professionalità dei magistrati''.
Passando per una costante ricerca, da parte di Eccher, di misure volte al contenimento del triste fenomeno dei femminicidi con l’obiettivo, soprattutto, ''di sensibilizzare la Magistratura verso tutte quelle situazioni di pericolo che si manifestano sul territorio stimolando, al tempo stesso, le autorità pubbliche al corretto utilizzo degli strumenti di prevenzione previsti dalla legge sul “Codice rosso”. A questo scopo, ha ricordato lClaudia Eccher ''sono state aperte diverse pratiche con l’intento di portare all’attenzione del dibattito consiliare vicende caratterizzate da errori di valutazione o problematiche organizzative in materia di tutela delle fasce deboli, e sono stati proposti piani formativi specifici alla scuola della Magistratura''.
La Consigliera trentina ha poi proseguito nel solco delle parole pronunciate dal Beato Livatino nel lontano 1984. Parole attuali come non mai, ''dal momento che propongono una figura ideale di giudice che offre di se stesso l’immagine di persona seria, equilibrata, responsabile, capace di condannare ma soprattutto di capire, e proprio per questo accettato dalla società''.


















