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Un referendum per dire 'basta' agli orsi, la proposta del Comitato per Andrea Papi e la lettera alla Pat per chiedere una commissione d'inchiesta

I contorni della proposta sono assolutamente da definire sia dal punto di vista pratico (se anche tutta la valle votasse per l'eliminazione cosa si otterrebbe?) che legale (gli orsi sono patrimonio indisponibile dello Stato quindi degli italiani oltre ad essere iper protetti) ma il comitato ha formalizzato la richiesta al presidente della comunità di valle 

Di Luca Pianesi - 24 maggio 2024 - 18:15

MALÉ. Non avrebbe alcun significato pratico (una volta che hai, potenzialmente anche un plebiscito per non avere gli orsi che fai? Li stermini? Impossibile. Li deporti? Dove e come visto che non si riesce nemmeno a spostare Jj4 e M49 da mesi e mesi detenuti) e dal punto di vista legale probabilmente avrebbe ancor meno valore (gli orsi non sono degli abitanti della Val di Sole ma sono animali iper protetti e 'bene demaniale e patrimonio indisponibile dello Stato' quindi di tutti gli italiani) ma la notizia è questa: il Comitato Insieme per Andrea Papi ha depositato una richiesta ufficiale di referendum sui grandi carnivori al presidente della Comunità della Val di Sole. 

 

''Un referendum sui grandi carnivori - comunicano - per consentire ai cittadini della Val di Sole di esprimersi «sulla compatibilità della presenza dei grandi carnivori con la conduzione di una vita sicura per la popolazione e per la salvaguardia delle attività economiche e sociali»''. Con una lettera, datata 14 maggio 2024, il presidente del Comitato Pierantonio Cristoforetti chiede al presidente della Comunità Lorenzo Cicolini un incontro per poter discutere dell’avvio della procedura di indizione del referendum ''così come previsto dall’articolo 15 dello statuto dell’ente intermedio'', comunica.

 

''Considerato che la Comunità nel suo statuto riconosce il referendum quale strumento di diretta partecipazione dei cittadini alle scelte politico-amministrative e considerato altresì il sentimento diffuso di paura e senso di smarrimento della nostra gente rispetto alla condizione di mancanza di libertà e sicurezza che diventa ogni giorno più forte – scrive il Comitato – si ritiene che sia giunto il momento di dare loro la libertà di esprimersi su questo argomento''.

 

Un referendum, in qualche modo, simile a quello che era stato fatto in Svizzera contro i lupi ma che, ovviamente, era stato fatto su scala nazionale (nessun territorio può arrogarsi il diritto di decidere vita e morte della fauna selvatica in maniera sistematica) e che, sorpresa delle sorprese, aveva dato esito negativo: gli svizzeri avevano deciso, infatti, di 'salvare' i lupi bocciando il tentativo di revisione della legge sulla caccia. Ovviamente non si arriverà a niente ma potrebbe essere paradossale se il procedimento venisse avviato, preso sul serio, e magari trasformato in un referendum nazionale. A quel punto l'esito potrebbe diventare un Tsunami di voti a favore dell'orso (visto il sentiment nazionale) e mettere per sempre la parola 'fine' ad ogni rimostranza trentina. 

 

Ma tant'è. Di ben altro spessore un'altra lettera inviata il 22 maggio, sempre da Cristoforetti al presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini con la quale ritorna sulla richiesta di nominare una commissione speciale d’inchiesta da inviare a tutte le consigliere e i consiglieri provinciali.

 

Tale commissione, negli intenti del Comitato, dovrebbe:

rendere nota tutta la fase iniziale del Progetto Life Ursus, le analisi, gli studi le effettive verifiche di disponibilità e accettazione del progetto da parte della popolazione del Trentino e in particolare di quella del Trentino Occidentale;

 

verificare se vi sono state richieste di autorizzazione per l’utilizzo di territori privati destinati all’esercizio dei diritti di uso civico a fini di sperimentazione senza la previsione di risarcimenti o indennizzi;

 

verificare tutte le fasi di sviluppo del progetto, le relazioni con il Ministero, l’Ispra e tutti gli enti che hanno sottoscritto il Pacobace;

 

approfondire la partita finanziaria, sia di fondi statali che comunitari (UE) che hanno accompagnato il progetto e la loro specifica applicazione sul bilancio provinciale o di altri enti;

 

definire un organigramma (storico e attuale) a riguardo delle responsabilità personali correlate allo sviluppo e gestione del progetto, in particolare per il punto 3.2.2. del Pacobace – Sicurezza e incolumità pubblica.

 

''Auspico che la serietà e le preoccupazioni imposte dai drammatici avvenimenti di questi ultimi mesi – conclude Cristoforetti - consentano l’avvio del percorso richiesto in quanto la verità, la trasparenza e la responsabilità delle azioni della pubblica amministrazione nei confronti dei propri cittadini devono essere qualità e doveri che contraddistinguono la nostra Autonomia''.

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