Accesso ai siti porno, dal 12 novembre obbligatoria la verifica dell’età per tutelare i minorenni: ecco come funziona e come "salva" l'anonimato
In Italia verrà applicato il nuovo regolamento Agcom con l'obiettivo di rafforzare la tutela dei minori sul web, ecco i dettagli

TRENTO. Verifica della maggiore età per accedere ai siti pornografici? É realtà. Dal prossimo 12 novembre, infatti, verrà applicato in Italia il nuovo regolamento approvato dall'Agcom. L'obiettivo è chiaro: rafforzare la tutela dei minori sul web, in linea con quanto previsto dal Decreto Caivano del 2023 e dalla normativa europea Digital Services Act.
Ma in concreto, cosa succederà? In sintesi non basterà più semplicemente cliccare sulla classica dicitura “dichiaro di essere maggiorenne”, e con ogni probabilità il sistema utilizzato prevederà un codice, rilasciato da una società terza, che dovrà essere inserito per accedere ai contenuti per adulti, con i siti che non si adegueranno che verranno sanzionati o addirittura oscurato.
Il provvedimento imposto dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni non implicherà però lo "svelare" l'identità di chi ricerca e fruisce questo tipo di contenuti, spiega un approfondimento di Altroconsumo, ma solo una verifica dell’età: non sarà infatti richiesto di caricare documenti d'identità, di passare attraverso l'identità digitale Spid o la Carta d'identità elettronica (Cie). E in merito alla possibilità di adottare metodi come l'invio di un selfie per stimare l'età dell'utente attraverso l'intelligenza artificiale? Anche questo parrebbe escluso.
Ad essere impiegato sarà, probabilmente, il sistema di "doppio anonimato". Cosa significa? Che ci dovrà essere totale indipendenza tra la società che certifica l'età dell'utente e il sito pornografico che dovrà richiedere tale certificazione: la strada più probabile sarà quella che prevede il rilascio di un token generato da un'app terza. Solo una volta ottenuto il codice sarà possibile accedere alla piattaforma a luci rosse.
A tal fine esiste un'app voluta dalla Commissione Europea – e attualmente in fase di sperimentazione in vari Paesi, Italia compresa – che dovrebbe essere resa disponibile da Agcom entro fine anno, fino alla probabilità di integrarla nel 2026 nel portafoglio digitale europeo e accessibile con una scansione biometrica (impronta digitale o scansione della retina).












