Affittare un appartamento? “Il rischio è di rimetterci anche più di 15 mila euro”. Sempre meno proprietari ci stanno: tra inquilini morosi e appartamenti devastati
Difficile dire una cifra ma spesso per i proprietari, tra avvocati e spese per risistemare in alcuni casi gli appartamenti danneggiati, possono arrivare a dover spendere migliaia di euro. Dopo le parole di Severino Rigotti, esperto del settore immobiliare e presidente per il Trentino di Fimaa, anche Giampiero Cozzio, presidente in Trentino dell'Unione dei Piccoli Proprietari Immobiliari sottolinea diverse problematicità

TRENTO. Case e appartamenti introvabili, continue domande e ricerche, eppure sempre più i proprietari scelgono di tenere chiuso l’appartamento piuttosto che rischiare di affittarlo. Il motivo?
Il rischio di trovarsi davanti a affitti non pagati, inquilini morosi e tempi lunghissimi per gli sfratti, con situazioni che si trascinano per mesi e, intanto, migliaia di euro, purtroppo, devono uscire dalle tasche dei proprietari, comprese quelle per le spese legali.
Ecco allora che, purtroppo, per colpa di pochi, spesso a farne le spese sono gli inquilini che avrebbero le carte in regola per trovare casa, ma non trovano più nulla.
“Quando è un lusso per spese, arrivi a sborsare sui 3 o 4 mila euro, ma dipende dalla situazione: si può arrivare a dover pagare anche 15 mila euro o addirittura, in certi casi, oltre” ci racconta Giampiero Cozzio, presidente in Trentino dell'Unione dei Piccoli Proprietari Immobiliari. Soldi non di poco conto, che portano ovviamente molti proprietari a decidere di non affittare più il proprio appartamento e magari tenerlo chiuso fino a quando non lo daranno a figli o nipoti.
Un tema che era stato portato a galla nei giorni scorsi anche da Severino Rigotti, esperto del settore immobiliare e presidente per il Trentino di Fimaa, la Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari (QUI L'ARTICOLO). “Questo è quello che sempre più sta accadendo. Basta pensare – aveva spiegato a il Dolomiti Rigotti – che se un inquilino a un certo punto non riesce più a pagare l'affitto e non se ne va dall'appartamento, fino a quando non ci sarà uno sfratto esecutivo il proprietario dovrà pagare le tasse come se ricevesse i soldi. E per uno sfratto passano anche due anni”.
Giampiero Cozzio dell'Uppi, dell'Unione dei Piccoli Proprietari Immobiliari, che in Trentino arriva a rappresentare 2-3 mila persone, conferma in toto la situazione. “Se ci si trova davanti a un inquilino moroso – spiega – tornare in possesso dell'appartamento diventa spesso davvero difficile. Richiede un avvocato e fare uno sfratto per morosità richiede diverso tempo”.
Una crisi abitativa silenziosa ma crescente, dove la sfiducia e l’assenza di tutele adeguate stanno mettendo a dura prova l'intero settore e l'intera comunità.
Ma accanto alla morosità degli inquilini c'è anche un altro aspetto da considerare, ed è la condizione in cui vengono spesso lasciati gli appartamenti. “In alcuni casi – ci spiega Cozzio – l’appartamento viene consegnato in condizioni disastrose: abbiamo avuto situazioni di giardini distrutti oppure danni interni, con mobili o sanitari rotti. Questo cosa vuol dire? Che per il proprietario significa mettere ancora una volta mano al portafoglio per sistemarlo, e 3 o 4 mila euro vanno via come niente”.
Un grosso disagio, ovviamente, per i proprietari. “Noi rappresentiamo i piccoli proprietari – continua Cozzio – i nostri associati non hanno decine di appartamenti. C'è chi, per averne uno, ha risparmiato un'intera vita e ora si trova a spendere un sacco di soldi e con brutte situazioni. È comprensibile che qualcuno decida di non affittarlo e magari di lasciarlo ai nipoti”.
Finché affittare resterà un rischio e non una scelta sicura, l'emergenza casa continuerà ad esserci. Saranno sempre di più, purtroppo, i proprietari che sceglieranno di tenere lo stabile sfitto (nonostante le spese che comunque ci sono). A pagarne il prezzo, alla fine, saremo tutti.














