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Trento
06 luglio | 21:01

Emergenza casa, nessuno vuole più affittare e aumentano gli immobili sfitti. Rigotti: “Per uno sfratto esecutivo servono 2 anni, i proprietari non si fidano più"

Molti proprietari preferiscono tenere gli immobili sfitti per paura di non riuscire a recuperarli, in caso di morosità o controversie. Una situazione, spiega il presidente di Fimaa, che negli ultimi tempi è peggiorata: "Se un inquilino – dice Rigotti –  a un certo punto non riesce più a pagare l'affitto e non se ne va dall'appartamento, fino a quando non ci sarà uno sfratto esecutivo il proprietario dovrà pagare le tasse come se ricevesse i soldi. E per uno sfratto passano anche due anni”

Emergenza casa, nessuno vuole più affittare e aumentano gli immobili sfitti

TRENTO. “Ci troviamo in alcune situazioni davvero in difficoltà. I proprietari ci chiedono di trovare giustamente inquilini affidabili, ma spesso non è semplice. Ecco allora che molti rinunciano e lasciano il proprio immobile sfitto per non andare incontro a problematiche di vario genere e contenziosi. Questo sta avvenendo sempre di più e la situazione è peggiorata negli ultimi tempi”. In Trentino l’affitto a lungo termine sta scomparendo. A confermarlo è Severino Rigotti, esperto del settore immobiliare e presidente per il Trentino di Fimaa, la Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari.

 

Se da un lato la fame di casa è in continuo aumento, dall'altra manca un'offerta, e questo anche perché i proprietari che hanno degli appartamenti temono di trovarsi davanti a dei contenziosi importanti. “I proprietari hanno semplicemente paura. E non li possiamo biasimare”, ci ha spiegato Rigotti.

 

Ecco allora che molti preferiscono tenere gli immobili sfitti per paura di non riuscire a recuperarli, in caso di morosità o controversie. Uno studio nazionale, diffuso nei mesi scorsi, ci dice che in Italia ci sono oltre 9 milioni di appartamenti vuoti, e il fenomeno non sembra dipendere solo dall’exploit degli affitti turistici.

 

“Semplicemente – spiega ancora il presidente di Fimaa – si evita l’affitto per non incorrere in problemi legali, spese impreviste o inquilini inaffidabili. E questo, in un contesto di domanda crescente, è un problema strutturale”. I proprietari, insomma, non si sentono tutelati dalla legge.

 

“Questo è quello che sempre più sta accadendo. Basta pensare – spiega ancora Rigotti – che se un inquilino a un certo punto non riesce più a pagare l'affitto e non se ne va dall'appartamento, fino a quando non ci sarà uno sfratto esecutivo il proprietario dovrà pagare le tasse come se ricevesse i soldi. E per uno sfratto passano anche due anni”.

 

In una situazione del genere il ruolo che l'agente immobiliare è chiamato a svolgere è sempre più difficile. “Chi ci affida un immobile ci chiede solo una cosa: metterci dentro qualcuno che può pagare”, spiega il presidente di Fimaa. “Non è semplice trovarlo, perché serve un'analisi, serve un'analisi accurata. Vengono anche chieste le buste paga, il contratto di lavoro. Non è violazione della privacy, ma l'unico modo per dare maggiore sicurezza a chi chiede di affittare il proprio immobile”. Una dinamica che crea un sistema selettivo, dove purtroppo chi ha una situazione lavorativa fragile è automaticamente tagliato fuori. “Magari a volte, se non si riesce più a pagare, non è nemmeno colpa direttamente dell'inquilino. Se una persona perde il lavoro che aveva, perde il contratto a tempo indeterminato ed aveva solo quello per portare avanti la famiglia, troverà di certo delle difficoltà con le spese e magari è costretto a lasciare indietro l'affitto. Non è facile”, prosegue Rigotti.

 

Se da un lato gli immobili residenziali in affitto sono in calo con l'aumento degli sfitti, si stanno intravedendo dei segnali positivi sulle persone che tornano a comprare casa. “Le banche – spiega Severino Rigotti – sono tornate a concedere mutui, e questo a beneficio delle giovani coppie. Ci sono mutui, certe volte, a 700 euro al mese, contro affitti che superano i 1.000: è evidente che conviene acquistare”. Che si parli di affitti o di acquisti di immobili, l'offerta in Trentino è comunque davvero bassa. Da qui la speranza che arrivi quanto prima la nuova normativa che permetta una sanatoria importante e la messa sul mercato di nuovi immobili. “In Trentino sono fermi un buon 20% di immobili, e questi potrebbero essere rimessi sul mercato se ci fosse il recepimento della normativa Salva Casa. Se recepita ed integrata dalla Provincia sarà una boccata di ossigeno che attendiamo. Spero arrivi presto”, conclude il presidente di Fimaa.

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