Calderoli ''sciabola'' (più o meno-VIDEO) ed è proclamato maestro di sci ad honorem. Soldi da spendere bene e Olimpiadi da sfruttare: “Le risorse vadano a qualcosa di strutturale"
Presenti a Belluno per l’inaugurazione della Giornata internazionale della montagna anche il ministro Roberto Calderoli e il presidente del Veneto Alberto Stefani: il primo è tornato sulla legge da poco approvata, esortando il territorio a spendere bene le risorse, mentre Stefani ha promesso attenzione al territorio e alla legacy olimpica

BELLUNO. “Da quattro anni ho voluto riportare la Giornata internazionale della montagna in territori di montagna, e oggi in più abbiamo la legge appena approvata e siamo all'antipasto delle Olimpiadi: quindi direi che ci sono tutti gli ingredienti perché sia un grande evento”. Esordisce così Roberto Calderoli, ministro per le autonomie e gli affari regionali, in apertura delle celebrazioni della ricorrenza che quest’anno tocca Belluno e Cortina d’Ampezzo. Occasione nella quale il ministro è stato anche insignito del titolo onorario di Maestro di sci del collegio veneto - con tanto di 'sciabolata', non proprio riuscita, con uno sci.
Protagonista inevitabile, accanto all’imminente evento olimpico, la legge da poco approvata, della quale il ministro aveva già elogiato i punti di forza durante la campagna elettorale per le regionali (qui l'intervento). Nei giorni scorsi, però, aveva fatto notizia la sua dichiarazione nella quale esortava la montagna a usare bene i fondi, sostenendo di essere stanco di vedere la seconda o la terza fontana in uno stesso paese e di volere invece interventi più strutturali. “Finché non sono arrivato io - insiste ora - non c’era alcun monitoraggio né la certezza che le risorse date alle Regioni arrivassero ai Comuni. Ora voglio che vadano alla montagna e siano spese non solo per spesa corrente, ma anche per pensare a qualcosa di strutturale che attiri le persone e le faccia restare".
A partire dalle professioni di montagna: a ospitare l’evento è infatti il Collegio dei maestri di sci del Veneto, il cui presidente Luigi Borgo ribadisce il ruolo della categoria per lo sviluppo turistico (qui l’articolo). “Abbiamo dedicato un articolo della legge alle professioni già riconosciute come maestri di sci e guide alpine - aggiunge Calderoli - e per il futuro ciascuna Regione potrà stabilire quali siano le più caratteristiche del proprio territorio. Abbiamo quindi cercato di venire incontro a quei servizi per cui la gente resta o se ne va, a partire da sanità, istruzione, famiglia e possibilità di fare impresa. Noi crediamo in questa legge: vediamo ora di metterla a terra”.
Appello già ribadito per la verità dal territorio, che con l’occasione ha invitato Calderoli a tornare quando si terranno gli Stati generali della provincia il prossimo gennaio. Speriamo che nel frattempo, tra un appello e l’altro, qualcuno passi poi davvero all’azione perché, se gli interventi non sono attuati, di qualcuno la responsabilità deve pur essere.
Ma se al governo si chiedono segnali importanti in termini di risorse e di autonomia, da anni bandiera della Lega e di Luca Zaia, anche dalla “nuova” Regione arriva qualche (debole, per la verità) segnale. Presente infatti, seppur in secondo piano, anche il presidente Alberto Stefani, che promette attenzione al territorio. “Ho già iniziato - afferma - il percorso di un Veneto che sia protagonista nel mondo e motore di sviluppo. Non un Veneto che si chiude in se stesso, ma aperto al futuro e capace di competere a testa alta: lo può fare con convinzione, ma anche fiducioso delle sue specificità territoriali come quelle di questa provincia. Voglio perciò continuare a essere a disposizione di tutti: è facile venire qui in campagna elettorale, mentre quello che conta è continuare a difendere la comunità anche da presidente. Perciò viva la provincia di Belluno e viva la montagna: cercherò di dimostrarlo con proposte concrete”.
Resta da capire realmente quali saranno le azioni per il Bellunese, finora ben trascurato se non per il capitolo Olimpiadi, che sembrano continuare a farla da padrone. “Per le specificità di questo territorio - conclude Stefani - abbiamo previsto un assessore con delega alla montagna, sulla quale dovrà confrontarsi in giunta. Inoltre Belluno sarà interessata dal tema Olimpiadi, una vetrina internazionale che dobbiamo valutare soprattutto in termini di impatto della legacy. Dobbiamo cioè sviluppare una strategia per farla fruttare affinché possa prolungare i propri effetti negli anni, garantendo in particolare destagionalizzazione dell’offerta turistica, valorizzazione delle infrastrutture e l'attrattività di cui il territorio ha bisogno”.












