Carcere di Bolzano: 9 docce per 100 detenuti. La denuncia dei Verdi dopo la visita alla casa circondariale: "Sovraffollamento, spazi ristretti e personale ridotto all'osso"
Gli agenti in servizio dovrebbero essere 80, ma sono la metà. E il nuovo carcere è ancora un miraggio

BOLZANO. Come ogni anno, una delegazione dei Verdi ha visitato il carcere di Bolzano. Le delegate Brigitte Foppa e Chiara Rabini si sono dunque recate nella casa circondariale di via Dante per verificare con i loro occhi la situazione all'interno della struttura. Una visita voluta proprio nel mese di agosto, in queste calde giornate che, come riferiscono: "risultano ancora più afose e difficili da sopportare".
Un occhio particolarmente critico, quello delle due delegate, proprio alla luce delle frequenti e costanti visite: "Sono in grado di capire dove ci siano progressi e dove, invece, persista l’immobilismo - sottolinea infatti la consigliera provinciale Foppa - Sono dunque da accogliere con favore i lavori alla facciata e al tetto, visto che l’edificio si trova in condizioni pietose. Attualmente, però per 100 detenuti ci sono soltanto 9 docce e questo non è ammissibile".
Di recente sono stati infatti terminati gli imponenti gli interventi su tetto e facciata, sono state risistemate le docce e è stato migliorato il sistema di videosorveglianza. Purtroppo però, è solo una pezza. Un’ottima pezza, ma pur sempre tale. Il nuovo carcere è una necessità e se ne parla da oltre un decennio. "Per quanto positivi siano i lavori di ristrutturazione del carcere, fanno pensare, d’altro canto, che siamo più lontani che mai dalla costruzione di un nuovo istituto penitenziario", hanno constatato Foppa e Rabini al termine della visita.
"Tra le sfide più grandi - proseguono - c’è la situazione precaria in cui gli stessi detenuti si trovano a causa della ristrettezza degli spazi. Molti di loro soffrono di problemi psicologici e psichiatrici. Il personale fa del proprio meglio, ma semplicemente è insufficiente: dovrebbero essere 80, ma al momento sono solo 40 gli agenti in servizio. Il loro impegno non può compensare il fatto che ne servirebbero quasi il doppio". "Il grado di civiltà di una società si misura da come tratta le persone più precarie, deboli e vulnerabili. Spero davvero che presto le nostre visite non siano più necessarie. Ma oggi non ho avuto questa impressione, anzi. I detenuti hanno bisogno di condizioni migliori, il più presto possibile", ha concluso Foppa.













