Caso Schwazer, assolto l'ex allenatore Alessandro Donati: nessuna diffamazione al medico della commissione antidoping della Iaaf
Tutto il procedimento era nato con l'uscita del libro “I signori del doping. Il sistema sportivo corrotto contro Alex Schwazer”, scritto da Alessandro Donati, ex allenatore di Schwazer e simbolo della lotta al doping. Diversi contenuti erano stati ritenuti lesivi del proprio onore e della propria reputazione da Giuseppe Fischetto medico e già autorevole membro della commissione antidoping della Iaaf

TRENTO. Nessuna diffamazione contro Giuseppe Fischetto da parte di Alessandro Donati. Questa la sentenza che è arrivata dal Tribunale di Trento e che mette fine alla querela intentata dal medico, per anni figura di spicco nella commissione antidoping della Iaaf, contro l’allenatore dell'atleta Alex Schwazer e simbolo della lotta al doping.
Il procedimento era nato negli scorsi anni con l'uscita del libro “I signori del doping. Il sistema sportivo corrotto contro Alex Schwazer”, scritto proprio da Donati, stampato a Cles e quindi di competenza territoriale del Tribunale di Trento. I contenuti di questo libro sono stati ritenuti dal querelante, Giuseppe Fischetto, lesivi del proprio onore e della propria reputazione.
Da qui la querela nei confronti del professor Donati, difeso dall’avvocato Tommaso Marchese, per la diffusione di notizie che, secondo Fischetto, erano “false, infondate e denigratorie della propria reputazione”. In particolare il medico aveva puntato il dito sull'inserimento del proprio nome in un contesto di corruzione internazionale, i cui attori avrebbero avuto come scopo quello di danneggiare Alex Schwazer.
Nell'agosto del 2022 il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, rilevando come le diverse affermazioni espresse nel libro dal professor Alessandro Donati risultassero essere di “indubbio interesse pubblico, ampiamente documentate e rispettose del principio di continenza formale”, con la conseguente irrilevanza penale del fatto denunciato “per esercizio legittimo del diritto di cronaca e critica giornalistica”.
A questa richiesta il dottor Fischetto si era però opposto. Il Gip nella successiva udienza aveva accolto solo parzialmente la richiesta di archiviazione formulata dal Pubblico Ministero, decretando l’archiviazione di una parte delle accuse ma disponendo però l’imputazione coatta per Donati per il reato di diffamazione in relazione a tre punti del libro: il primo contestava la traduzione, riportata in un paragrafo del libro, di una e-mail in lingua inglese inviata da Fischetto a Grigorij Rodcenkov, in passato direttore del laboratorio nazionale russo di antidoping, sospeso dall'Agenzia mondiale antidoping nel novembre 2015. Nel libro viene citata la mail inviata nel maggio del 2012 (dunque poco tempo prima delle Olimpiadi di Londra) dalla quale emergerebbe l’insistenza di Fischetto nel voler conoscere i risultati degli esami ematici prima della gara prevista per il pomeriggio dello stesso giorno (“something before”, “before start of competition”), dunque di una sua preoccupazione per i relativi esiti analitici.
Il secondo aspetto contestato sarebbe stato l'accostamento del dottor Fischetto “a un sistema sportivo corrotto” e, in particolare, tra gli altri, a Lamine Diack, Presidente della Federazione Internazionale di Atletica Leggera dal 1999 al 2005, coinvolto in Francia in una vicenda di corruzione.
Terzo e ultimo punto, l'accostamento, sempre di Fischetto, all’ipotesi, ritenuta da quest'ultimo infondata, secondo la quale ci sarebbe stata una manipolazione dei campioni biologici dell’atleta Alex Schwazer all’epoca della squalifica patita dall’atleta nel 2016.
Tutte queste accuse di diffamazione denunciate da Giuseppe Fischetto sono state smontate una ad una dalla difesa dell'ex allenatore di Schwazer. Proprio in questi giorni, infatti, per Donati è arrivata l'assoluzione dal Tribunale di Trento con la sentenza del giudice Rocco Valeggia: il fatto non costituisce reato, perché il libro “I signori del doping. Il sistema sportivo corrotto contro Alex Schwazer” nel suo complesso si presenta come un legittimo esercizio del diritto di critica letteraria.


















