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| 07 ago 2025 | 11:38

Chikungunya, primo caso autoctono in Veneto: in corso approfondimenti epidemiologici. “Evento rilevante, ma non si trasmette da persona a persona”

Il caso ha coinvolto una donna di 64 anni domiciliata in una frazione del Comune di Negrar di Valpolicella (Verona), senza storia di viaggi recenti in Paesi in cui la malattia è endemica

Chikungunya, primo caso autoctono in Veneto: in corso approfondimenti epidemiologici

VERONA. Prima la Dengue, ora la Chikungunya: riscontrato in Veneto il primo caso autoctono della malattia trasmessa dalla puntura di zanzare infette. La diagnosi è stata effettuata al Dipartimento di malattie infettive/tropicali e microbiologia dell'Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar: il caso ha coinvolto una donna di 64 anni domiciliata in una frazione del Comune di Negrar di Valpolicella, senza storia di viaggi recenti in Paesi in cui la malattia è endemica.

 

A darne notizia è la Direzione prevenzione della Regione, che è in costante contatto con la struttura sanitaria scaligera e riferisce che la paziente è ricoverata, vigile e collabora attivamente con i medici.

 

“La Regione del Veneto – scrivono le autorità – in stretta collaborazione con l'azienda Ulss 9 e, con l'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, appena ricevuta comunicazione del caso, ha attivato tempestivamente le misure di sorveglianza previste: approfondimento dell'indagine epidemiologica sul caso, con valutazione tempestiva rispetto alle possibili esposizioni a rischio, monitoraggio entomologico, attivazione della procedura di disinfestazione straordinaria, misure di sorveglianza sanitaria rivolte agli altri soggetti nei luoghi di possibile esposizione, rafforzamento della sorveglianza sindromica in Pronto soccorso”.

 

“La chikungunya – precisano i tecnici della Prevenzione – è una malattia virale trasmessa all'uomo attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes, in particolare Aedes albopticus (zanzara tigre). Si manifesta più frequentemente con febbre alta improvvisa e intensi dolori articolari che possono persistere anche per settimane o mesi. Altri sintomi comuni includono dolori muscolari, mal di testa, eruzioni cutanee, astenia e, in alcuni casi, gonfiore articolare. Sebbene la malattia abbia generalmente un decorso autolimitante, in alcune persone, soprattutto anziani o soggetti con patologie pregresse, può causare sintomi prolungati o complicanze”.

 

É importante in ogni caso sottolineare che la chikungunya non si trasmette da persona a persona, ma solo attraverso la puntura di zanzare Aedes infette. Il contagio avviene quando una zanzara punge una persona infetta e, dopo un periodo di incubazione, può trasmettere l'infezione a soggetti sani con successive punture.

 

“Fino ad oggi in Veneto – conclude la Regione – tutti i casi di chikungunya erano correlati a viaggi in aree endemiche. L'identificazione di un caso autoctono rappresenta dunque un evento rilevante, verosimilmente legato all'intensificarsi dei viaggi internazionali nel periodo estivo, con il rientro di persone da Paesi in cui la malattia è presente ed alle condizioni climatiche favorevoli alla proliferazione della zanzara tigre”.

 

Con i casi sia di chikungunya che di dengue in aumento in tutta l'Europa meridionale, nelle scorse settimane i ricercatori della Fondazione Bruno Kessler avevano coordinato uno studio per realizzare una "mappa del rischio" in Italia: come emerso, le zone potenzialmente più adatte per la diffusione delle malattie sono in particolare la pianura padana e le aree più urbanizzate lungo le coste.

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