Colletta Alimentare: 1000 volontari e oltre 50 tonnellate di cibo raccolte a Belluno. “Bellissima partecipazione: c’è anche chi ha riempito un intero carrello”
Ammonta a oltre 50 tonnellate il cibo raccolto nella provincia di Belluno grazie alla Giornata nazionale della Colletta alimentare. ll Dolomiti è tornato da Giuseppe Torrente, referente provinciale del Banco Alimentare, per capire com’è andata: grande soddisfazione, ma oltre alla Colletta c’è molto altro

BELLUNO. Ammonta a oltre 50 tonnellate il cibo raccolto nella provincia di Belluno grazie alla Giornata nazionale della Colletta alimentare. “C’è stata una bellissima partecipazione, con molte persone che arrivavano dai volontari già preparate su cosa comprare e altre che sono uscite apposta per donare. Sono dettagli che ti fanno passare la fatica e vivere bene la giornata” spiega a il Dolomiti Giuseppe Torrente, referente provinciale del Banco Alimentare.
Per l’esattezza, in 120 punti vendita del Bellunese, sono stati raccolti 50.532 chili di cibo, dato in linea con il 2024. Dietro, circa un migliaio di volontari che lo rendono possibile. "Sicuramente - prosegue Torrente - contiamo molto sugli alpini, che ci hanno sempre sostenuto nonostante debbano fare i conti con un problema di ricambio generazionale. Da alcuni anni collaborano con noi anche la sezione di Belluno dei Lions, con la quale siamo in ottimi rapporti, e l'Associazione nazionale carabinieri, con i pensionati dell’Arma. Da quest’anno si sono aggiunte l'Associazione nazionale polizia di Stato e l'Associazione nazionale finanzieri, che ci hanno dato un aiuto fortissimo soprattutto per la logistica e la gestione del magazzino, che viene coperto dalle 10 di mattina a mezzanotte circa”.
Buoni anche i dati (QUI QUELLI DEL TRENTINO ALTO ADIGE) a livello locale e nazionale: sono circa 8.300 le tonnellate raccolte in tutta Italia e 486 nella sezione di zona. “Sono dunque contentissimo - afferma Torrente - perché, al di là dei numeri, la Colletta è il modo con cui la Fondazione Banco Alimentare incontra le persone e presenta il suo lavoro. Quanto raccolto durante la giornata, infatti, è solo una piccola parte del totale raccolto durante l’anno per gestire gli assistiti. Quelle 50 tonnellate ci bastano forse fino a marzo: a questa piccola fetta si aggiungono i prodotti che arrivano dalla Comunità europea, dalle convenzioni con la grande distribuzione e dal programma Siticibo”.
Si tratta di un programma nato a Milano nel 2003 come prima applicazione italiana della legge 155/2003 (cosiddetta del Buon Samaritano) per recuperare cibo cotto e fresco in eccedenza nella ristorazione organizzata e nella grande distribuzione. “Con Siticibo, che io coordino, raccogliamo a Belluno oltre due tonnellate di alimenti ogni mese. Al momento - specifica Torrente - copriamo grosso modo la città di Belluno, ma l'obiettivo è aprire ulteriori convenzioni. Già ora comunque facciamo il giro dei supermercati convenzionati due volte a settimana e raccogliamo cibo in prossima scadenza, pacchi di pasta rotti o la verdura non perfetta da esporre ma comunque buona: il vantaggio è doppio, sia per il supermercato che non crea rifiuti sia per noi che copriamo il territorio con alimenti buoni”.
Il raccolto della Colletta Alimentare andrà ora al magazzino di Pasiano di Prato, in Friuli Venezia Giulia, da dove sarà poi redistribuito. “I bisogni oggi non sono più solo di chi non ha uno stipendio fisso - osserva Torrente - ma spesso anche di chi, pur con un lavoro stabile, non arriva a fine mese (qui i dati). Le persone però lo capiscono: un signore a Belluno ha invitato i volontari alla cassa col carrello e lo ha interamente riempito con cibo da donare, mentre molti ci hanno chiesto cosa potevano prendere in più rispetto a quanto indicato (la pasta ad esempio non è una priorità perché arriva dalla Comunità europea, mentre sui volantini si parlava soprattutto di alimenti per l’infanzia, olio, riso, legumi e carne in scatola e sughi pronti)”.
“Tengo infine a ricordare - conclude - che la coordinatrice della giornata è Maddalena Garolla, che assieme ad altri volontari ha fatto un lavoro immenso fin da febbraio tra preparazione delle linee, dei camion e della logistica. Dal 1997 è l’anima costante della giornata, oltre al supporto che abbiamo avuto dalla Fondazione di Milano soprattutto a livello burocratico per la gestione dei volontari”.














