Dalla casa ai beni alimentari, prezzi in crescita e famiglie trentine in affanno, l'allarme dei sindacati: "Servono interventi urgenti contro l’inflazione e il caro vita"
I segretari Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher chiedono che la "Giunta assuma provvedimenti urgenti per sostenere la capacità di spesa delle famiglie alle prese con un carrello della spesa sempre più costoso e con bollette pesantissime”

TRENTO. “Mese dopo mese i prezzi salgono e le famiglie devono fare i conti con un potere d’acquisto più basso”. A lanciare l'allarme sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil che chiedono alla Giunta Fugatti di mettere in campo misure idonee per aiutare le famiglie.
Ad aprile, fa sapere l’Istat, l’inflazione (indice Nic) è cresciuta di un ulteriore 2%; la media italiana si attesta a +1,9%. A Bolzano, invece, i prezzi corrono più veloci con un incremento dell’2,4%.
A trainare verso l’alto inflazione sono, in Trentino come nel resto del Paese, ancora i prezzi dei beni alimentari, le spese per la casa e i servizi ricreativi, in particolare quelli alberghieri e della ristorazione.
“I dati Istat confermano purtroppo che l’aumento del costo della vita non si ferma. E’ vero che la percentuale di incremento si è stabilizzata, ma resta il fatto che mese dopo mese i prezzi salgono e dunque le famiglie devono fare i conti con un potere d’acquisto più basso – commentano i segretari provinciali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher -. Per questa ragione ci attendiamo che la Giunta assuma provvedimenti urgenti per sostenere la capacità di spesa delle famiglie alle prese con un carrello della spesa sempre più costoso e con bollette pesantissime”.
Lo sguardo è puntato al prossimo assestamento di bilancio. “Dal rendiconto provinciale è emerso che ci sono risorse immobilizzate e non spese per un totale di 4,7 miliardi di euro, mentre l’avanzo di amministrazione ha superato quota 1,2 miliardi. A fronte di un avanzo di questa entità è ora che si pensi seriamente ad una manovra che finalmente risponda ai bisogni dei cittadini, ed in particolare di chi ha un reddito fisso come lavoratori dipendenti e pensionati. Non ci sono più scuse per non indicizzare l’Icef all’inflazione né per varare un vero piano di interventi per la casa”, incalzano i tre sindacalisti.














