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| 16 apr 2025 | 18:37

Prezzi in aumento in Trentino: dall'energia al cibo, famiglie sempre più in difficoltà. L'allarme dei sindacati: “Servono interventi urgenti della Pat”

A marzo l’Istat ha segnalato un incremento dell’indice dei prezzi del 2,2% su base annua, con un’ulteriore accelerazione rispetto a febbraio 2025

di Redazione

TRENTO. Da quelli energetici a quelli dei servizi ricreativi, c'è una nuova crescita ai prezzi in Trentino. A lanciare l'allarme e a mostrare preoccupazione sono i sindacati del trentino.

 

A marzo l’Istat ha segnalato un incremento dell’indice dei prezzi del 2,2% su base annua, con un’ulteriore accelerazione rispetto a febbraio 2025. La media italiana si attesta a +1,9%, quindi il nostro territorio si conferma ancora una volta tra quelli più cari d’Italia.

 

“Continuano a crescere spese non comprimibili, come le bollette e il carrello della spesa. In questo quadro è chiaro che pur a fronte di incrementi contrattuali legati ai rinnovi è difficilissimo tenere il passo con l’inflazione”, fanno notare i tre segretari provinciali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher.

 

A trainare verso l’alto inflazione sono, in Trentino come nel resto del Paese, i prezzi dell’energia (+3,3%) e dei servizi ricreativi, in particolare quelli alberghieri e della ristorazione (+3,9%); i rincari sono sostenuti anche dall’aumento dei beni alimentari che in provincia si attesta a +1,8%.

 

In questo quadro per le tre sigle è assolutamente necessario che la Giunta provinciale assuma provvedimenti urgenti per sostenere il potere d’acquisto. “I costi della casa, delle bollette e della spesa mettono in grande difficoltà una fetta consistente di famiglie. E’ ora che la Giunta ne prenda atto con misure concrete che vadano nella direzione di indicizzare l’Icef all’inflazione, integrare le misure di sostegno al reddito nazionali e politiche serie sulla casa, capitolo su cui ad oggi abbiamo assistito solo a mera propaganda. I piani contro lo spopolamento delle valli rischiano di essere inefficaci e sottraggono risorse ai territori in maggiore affanno per l’emergenza abitativa. Serve un piano straordinario di edilizia pubblica, ma anche interventi strutturali sul fronte delle abitazioni private per incentivare le riqualificazioni energetiche sostenere e l’acquisto della prima casa”, concludono.

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