Dopo le spaventose frane sono stati conclusi i lavori di messa in sicurezza: "C'è però un movimento in crescita costante e una deformazione: non si può riaprire la strada"
Nel 2023 c'erano state due enormi frane e la strada provinciale era stata chiusa in attesa dei lavori di consolidamento e di messa in sicurezza. I cantieri sono stati chiusi ma i dati di monitoraggio preoccupano: "Consapevoli del disagi per la comunità e per il comparto turistico ma serve responsabilità davanti a dati tecnici certi"

TREMOSINE. I lavori per la messa in sicurezza della strada sono conclusi ma c'è ancora un movimento costante che preoccupa tecnici e istituzioni. La provinciale resta così chiusa.
Negli scorsi giorni la Provincia di Brescia ha comunicato che "tutti i lavori previsti per la messa in sicurezza della Strada provinciale 38 “Tremosine - Tignale”, in seguito alla frana del 16 dicembre 2023 all'altezza della Galleria del Camino, sono stati completati nei tempi stabiliti.
Le due grosse frane si erano staccate dal versante: scariche di rocce e massi sono state viste anche da grande distanza, in particolare dal versante veneto (Qui articolo). Da quel momento sono partiti i lavori per le verifiche di stabilità e poi per la messa in sicurezza.
L’intervento ha riguardato il consolidamento della volta e delle pareti della galleria, opere di contenimento con reti e tiranti, il rifacimento della pavimentazione e della segnaletica.
Durante tutte le fasi, viene spiegato, si sono svolti periodicamente incontri tecnici e istituzionali con tutti gli attori coinvolti, a partire dalla Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano, il Comune di Tremosine, i tecnici incaricati e i rappresentanti della Provincia. "Un confronto costante che ha garantito massima trasparenza, aggiornamento continuo e condivisione delle decisioni", la nota delle istituzioni.
"Abbiamo fatto tutto ciò che era tecnicamente possibile e l’abbiamo fatto bene, nei tempi stabiliti, con una macchina operativa puntuale e coordinata – commentano il presidente Emanuele Moraschini e Paolo Fontana, consigliere provinciale delegato alla viabilità. "Tuttavia, gli ultimi dati di monitoraggio (aggiornati al 16 aprile), indicano un movimento in crescita costante e preoccupante nelle ultime tre settimane: si registra a oggi una deformazione di 9 millimetri, quasi un centimetro, con un trend di crescita che non consente, a oggi, una riapertura in sicurezza. Comprendiamo l’impatto economico negativo per il territorio, ma la sicurezza delle persone è, e resta, la nostra priorità assoluta".
Il sistema di monitoraggio installato comprende estensimetri, prismi e sensori automatici attivi h24, che hanno fornito dati oggettivi, costantemente aggiornati e condivisi.
E' inoltre stato predisposto un sistema di allertamento semaforico automatico, installato per garantire un presidio continuo della sicurezza: il semaforo è collegato direttamente ai sensori e consente di bloccare immediatamente l’accesso al tratto in caso di superamento delle soglie di rischio. Sono inoltre in fase di predisposizione ulteriori sistemi di monitoraggio e misurazione, “e confidiamo – ha concluso Fontana – di avere nelle prossime settimane un’evoluzione più confortante.
Anche il sindaco di Tremosine, Battista Girardi, ha espresso amarezza per la mancata riapertura, ma ha sottolineato che si tratta di una scelta necessaria, visti i dati preoccupanti: "Siamo consapevoli dei disagi che questa decisione comporta per la nostra comunità e per il comparto turistico, ma, davanti a dati tecnici certi, serve responsabilità istituzionale. Ringraziamo la Provincia per il lavoro svolto con serietà e trasparenza, e confidiamo che i prossimi sviluppi del monitoraggio possano portare a una riapertura in totale sicurezza". L’Amministrazione provinciale continuerà a monitorare l’evoluzione del versante e si impegna a mantenere il confronto aperto con il territorio, attraverso incontri e aggiornamenti puntuali.












