Dormire in camper per mantenere i figli: l'emergenza abitativa strangola i padri separati. ASDI: "Subito dieci appartamenti a disposizione di chi è in diffcoltà"
Cirimbelli: "Il tema centrale non è il "bisogno dei padri", ma il diritto dei figli a un luogo decoroso dove trascorrere il tempo con il genitore presso cui non vivono quotidianamente"

BOLZANO. Negli ultimi dodici mesi, ben 12 padri separati si sono rivolti ad ASDI, incapaci di trovare un'abitazione idonea ad accogliere i figli a causa dell’elevato costo degli affitti e della precarietà abitativa post-separazione. E' di solo di qualche giorno fa, poi, la notizia del padre separato che dorme in camper per poter garantire il mantenimento alla ex moglie e ai figli.
ASDI, l' Associazione Separati Divorziati è operativa sul territorio Bolzanino dal 1986 e nel corso dei decenni, si è trasformata in un centro completo di mediazione familiare. Ancora una volta scende in campo analizzando i dati e proponendo soluzioni concrete che vadano a tutelare chi si separa e soprattutto chi subisce la separazione: i figli.
L'analisi di ASDI è netta: il tema centrale non è il "bisogno dei padri", ma il diritto dei figli a un luogo decoroso dove trascorrere il tempo con il genitore presso cui non vivono quotidianamente. Tra spese di mantenimento, 50% delle spese straordinarie e contributo al mutuo della prima casa, la capacità economica residua per un alloggio adeguato svanisce, e a pagarne le conseguenze sono i minori.
Per questo, l’associazione lancia un appello e una proposta concreta alla Giunta provinciale, in particolare all’Assessora Ulli Mair e alla Presidente IPES Francesca Tosolini: modificare il regolamento delle case-albergo per lavoratori. La richiesta è di destinare immediatamente almeno dieci appartamenti ai padri separati in comprovata difficoltà, prevedendo finalmente ed espressamente la possibilità di ospitare i figli, cosa che le attuali normative non consentono. Si chiede inoltre l'introduzione di criteri di accesso chiari (come la regolarità del mantenimento e l'assenza di condanne) e l'applicazione di un affitto sociale, calcolato sulla disponibilità economica effettiva. Con quarant'anni di impegno alle spalle, questa proposta è presentata come un ultimo atto pubblico in difesa dei "figli della separazione".
Il primo progetto “Casa per padri separati”, è nato quarant’anni fa in seno all’Associazione, e rispondeva a un’esigenza di emergenza. Si trattava, e si tratta tuttora, di un intervento cruciale per garantire la continuità affettiva. L'iniziativa si è evoluta nel tempo, passando dalla prima micro-comunità in forma di casa-albergo avviata nel 2004 con IPES, ai moderni mini-appartamenti, ritenuti più idonei per assicurare la privacy e la possibilità di ospitare i minori. Un momento storico fu raggiunto nel 2011, quando la Provincia autonoma di Bolzano approvò la prima delibera in Italia che riservava alloggi IPES a genitori separati o divorziati, riconoscendo ufficialmente questa necessità.
“Lanciamo una nuova proposta, a mio avviso, si tratta di una misura possibile, sostenibile e coerente con la tutela dei minori – commenta Elio Cirimbelli, fondatore di ASDI - Con un bilancio provinciale solido come quello altoatesino, se c’è volontà politica, questa iniziativa può essere realizzata senza creare discriminazioni né conflitti sociali".














