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Bolzano
29 novembre | 10:51

Dormire in camper per mantenere i figli: l'emergenza abitativa strangola i padri separati. ASDI: "Subito dieci appartamenti a disposizione di chi è in diffcoltà"

Cirimbelli: "Il tema centrale non è il "bisogno dei padri", ma il diritto dei figli a un luogo decoroso dove trascorrere il tempo con il genitore presso cui non vivono quotidianamente"

Dormire in camper per mantenere i figli: l'emergenza abitativa strangola i padri separati

BOLZANO. Negli ultimi dodici mesi, ben 12 padri separati si sono rivolti ad ASDI, incapaci di trovare un'abitazione idonea ad accogliere i figli a causa dell’elevato costo degli affitti e della precarietà abitativa post-separazione. E' di solo di qualche giorno fa, poi, la notizia del padre separato che dorme in camper per poter garantire il mantenimento alla ex moglie e ai figli. 

 

ASDI, l' Associazione Separati Divorziati è operativa sul territorio Bolzanino dal 1986 e nel corso dei decenni, si è trasformata in un centro completo di mediazione familiare. Ancora una volta scende in campo analizzando i dati e proponendo soluzioni concrete che vadano a tutelare chi si separa e soprattutto chi subisce la separazione: i figli.

L'analisi di ASDI è netta: il tema centrale non è il "bisogno dei padri", ma il diritto dei figli a un luogo decoroso dove trascorrere il tempo con il genitore presso cui non vivono quotidianamente. Tra spese di mantenimento, 50% delle spese straordinarie e contributo al mutuo della prima casa, la capacità economica residua per un alloggio adeguato svanisce, e a pagarne le conseguenze sono i minori.

 

Per questo, l’associazione lancia un appello e una proposta concreta alla Giunta provinciale, in particolare all’Assessora Ulli Mair e alla Presidente IPES Francesca Tosolini: modificare il regolamento delle case-albergo per lavoratori. La richiesta è di destinare immediatamente almeno dieci appartamenti ai padri separati in comprovata difficoltà, prevedendo finalmente ed espressamente la possibilità di ospitare i figli, cosa che le attuali normative non consentono. Si chiede inoltre l'introduzione di criteri di accesso chiari (come la regolarità del mantenimento e l'assenza di condanne) e l'applicazione di un affitto sociale, calcolato sulla disponibilità economica effettiva. Con quarant'anni di impegno alle spalle, questa proposta è presentata come un ultimo atto pubblico in difesa dei "figli della separazione".

 

Il primo progetto “Casa per padri separati”, è nato quarant’anni fa in seno all’Associazione, e rispondeva a un’esigenza di emergenza. Si trattava, e si tratta tuttora, di un intervento cruciale per garantire la continuità affettiva. L'iniziativa si è evoluta nel tempo, passando dalla prima micro-comunità in forma di casa-albergo avviata nel 2004 con IPES, ai moderni mini-appartamenti, ritenuti più idonei per assicurare la privacy e la possibilità di ospitare i minori. Un momento storico fu raggiunto nel 2011, quando la Provincia autonoma di Bolzano approvò la prima delibera in Italia che riservava alloggi IPES a genitori separati o divorziati, riconoscendo ufficialmente questa necessità.

 

“Lanciamo una nuova proposta, a mio avviso, si tratta di una misura possibile, sostenibile e coerente con la tutela dei minori – commenta Elio Cirimbelli, fondatore di ASDI - Con un bilancio provinciale solido come quello altoatesino, se c’è volontà politica, questa iniziativa può essere realizzata senza creare discriminazioni né conflitti sociali". 

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