"Era un galantuomo ed era uno di noi". Mauro Corona ricorda il Pontefice. Poi attacca alcuni capi di stato: "Netanyahu boia. Milei? Se viene qui ce l'ho io la motosega"
Corona ha confidato che aveva chiesto Pontefice di salire al Vajont per celebrare una messa. "Mi piaceva perché stava con la terra. Il metodo migliore per fare gli uomini migliori: stare con la terra e con la gente". E ha aggiunto: "Anche Wojtyla stava con la gente. Infatti andava su in vacanza dal mio amico Lino Zani, che aveva il rifugio"

TRENTO. "Non è più Papa Bergoglio, ma Papa Orgoglio. Alla fine un uomo rimane un uomo, nonostante il compito così importante. Mi è dispiaciuto molto, pensavo fosse fuori pericolo. Ma lui lo sapeva bene: siamo tracce sulla neve, orme che scompaiono nella primavera della morte. Era un galantuomo ed era uno di noi. Mi piaceva perché non si faceva portare in portantina. Andava contro i protocolli così barbosi. Mi piaceva perché stava con la terra. Il metodo migliore per fare gli uomini migliori: stare con la terra e con la gente".
Durante la puntata di martedì di "E' sempre Cartabianca", lo scrittore - scultore Mauro Corona ha voluto ricordare Papa Francesco, scomparso il giorno di Pasquetta. E, alla richiesta di salire al Vajont per celebrare una messa, il Pontefice aveva risposto che a decidere erano quelli attorno a lui.
Un papa che stava con la gente. "Anche Wojtyla stava con la gente. Infatti andava su in vacanza dal mio amico Lino Zani, che aveva il rifugio". Il riferimento è alle vacanze che Papa Giovanni Paolo II trascorreva al rifugio "Ai Caduti dell'Adamello" sul versante sudovest della Lobbia Alta, nel gruppo dell'Adamello.
Poi Corona ha attaccato in maniera durissima alcuni Capi di Stato che hanno confermato la propria presenza ai funerali che si terranno sabato 26 aprile a San Pietro. "Faranno finta di piangerlo, ma molti si fregano le mani e glielo posso garantire" ha aggiunto.
Nel mirino il premier israeliano Netanyahu e il presidente argentino Milei che, in passato, aveva così parlato del Pontefice durante una trasmissione televisiva: "Bisognerebbe informare quell'imbecille che sta a Roma e che difende la giustizia sociale, fargli sapere che è un furto e che va contro i comandamenti. Il papa, glielo direi in faccia, è il rappresentante del male in terra, occupando il trono della casa di Dio. Sapevate che il Papa promuove il comunismo? Per cui non ho alcun problema a dire quello che dico dell'impresentabili che sta a Roma".
Corona non è andato troppo per il sottile parlando di Milei, famoso per essersi presentato ad un comizio elettorale con una motosega accesa, per simboleggiare per la necessità di tagliare la spesa pubblica.
"Mi chiedo cosa viene a fare Milei, il presidente dell'Argentina, se non a fare il pavone in mezzo a tutto il mondo che onora Papa Francesco. Dovrebbe stare a casa con tutto quello che ha detto su Bergoglio e di Bergoglio. Cosa viene a fare? Ma cacciatelo via. Se viene qui ce l'ho io la motosega" ha tuonato Corona.
E su Netanyahu come si è espresso lo scrittore - scultore nativo di Baselga di Pinè?
"In quanto a Netanyahu sicuramente Bergoglio ha visto questa foto, un bambino senza braccia. Un ragazzino di Gaza che ha perso entrambe le braccia per i bombardamenti. Solo questa foto dovrebbe fare indignare il mondo e far smettere questo macello. Quel boia di Netanyahu proibisce addirittura di parlare del Papa. Quello è un criminale, un genocida. Eppure alcuni capi di stato lo ricevono, ma il tempo è galantuomo e anche lui pagherà le sue colpe" ha aggiunto.













