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Trento
08 luglio | 18:16

"Esclusi gay e comunisti", dopo il post dello chef Paolo Cappuccio rispondono i sindacati: “Il lavoro non ammette discriminazioni, attacco alla dignità delle persone"

Nel post lo chef aveva specificato di escludere dalla selezione del personale "comunisti/fancazzisti. Master chef del ca**o ed affini. Persone con problemi problematiche di alcol droghe e di orientamento sessuale”. La risposta di Uuiltucs e Uil: "Nel mondo del lavoro non c’è spazio per chi discrimina, giudica o seleziona in base all’identità, alle idee o alla vita privata. Il Trentino non può essere associato a chi pensa di poter scegliere lavoratori in base a criteri arbitrari e offensivi"

TRENTO. "Il lavoro non ammette discriminazioni, il Trentino non è terra di esclusione". Queste le parole di Stefano Picchetti e Walter Largher, segretari di Uuiltucs del Trentino Alto Adige e di U del Trentino, che prendono posizione dopo il post su Facebook dello chef Paolo Cappuccio (QUI ARTICOLO) e in cui il cuoco, tra i migliori al mondo e impegnato nella selezione di personale per hotel 4 stelle in Trentino, con toni offensivi e discriminatori ha specificato quali sono le persone escluse dalla selezione.

 

Lo chef, nello specifico, ha scritto che seleziona “chef con brigata per hotel 4 stelle in Trentino. Da dicembre a fine marzo. Chef più 3 capo partita ed 1 pasticcere”. Ma a nel testo, oltre alle indicazioni professionali, ha aggiunto: “Sono esclusi comunisti/fancazzisti. Master chef del ca**o ed affini. Persone con problemi problematiche di alcol droghe e di orientamento sessuale”, venendo travolto da una valanga di polemiche.

 

"Le parole dello chef Paolo Cappuccio, prima nel suo post per selezionare personale e poi nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa – dichiarano i due segretari – rappresentano qualcosa di molto più grave di uno sfogo personale: si tratta di un attacco diretto alla dignità delle persone e ai principi che regolano il lavoro nel nostro Paese".

 

Picchetti e Largher sottolineano come "escludere comunisti, omosessuali o soggetti con stili di vita considerati 'non normali' non è solo sbagliato, è illegale, pericoloso e profondamente offensivo" e come nel mondo del lavoro "non c’è spazio per chi discrimina, giudica o seleziona" in base all’identità, alle idee o alla vita privata. "Il Trentino – rimarcano – non può essere associato a chi pensa di poter scegliere lavoratori in base a criteri arbitrari e offensivi, e non possiamo restare in silenzio".

 

Stefano Picchetti specifica poi come nel turismo servano rispetto, cura e cultura del lavoro, non pregiudizi e arroganza e non selezioni in base alla 'normalità'.

 

"Nel turismo serve rispetto, non pregiudizio – continua – e nessun annuncio può permettersi di decidere chi è 'normale' e chi no. Non servono datori di lavoro che escludono, ma chi valorizza le differenze. Noi stiamo dalla parte di tutti i lavoratori senza eccezioni, perché la dignità non si seleziona, si riconosce".

 

Anche le dichiarazioni successive dello chef che parlano di ostentazione, fallimenti e perbenismo, rimarca Picchetti, "confermano e aggravano una visione autoritaria, discriminatoria e profondamente sbagliata del lavoro: è ora di rispondere con azioni concrete".

 

Per Walter Largher, invece, il tempo delle parole è finito. "Non basta più indignarsi: bisogna agire. Chi pubblica annunci che violano i diritti – conclude il segretario della Uiltucs – non solo va sanzionato, ma dev’essere escluso da ogni forma di contributo pubblico, intervento o aiuto istituzionale. Le risorse della collettività non possono finire nelle mani di chi discrimina. L’Agenzia del Lavoro e le istituzioni devono garantire selezioni corrette, trasparenti e rispettose, perché il diritto al lavoro è universale e indivisibile".

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