"Espellere i criminali stranieri", il tribunale sanziona i manifesti della Südtiroler Freiheit: ritenuti discriminatori, il partito dovrà rimuoverli e pagare 3 mila euro
Sui manifesti spiccava un uomo di colore che minacciava con un coltello una donna bianca e la scritta "espellere i criminali stranieri", il tribunale ha stabilito che il collegamento tra parole e immagini costituisce molestia discriminatoria

BOLZANO. Avevano suscitato scalpore e polemiche, ora è arrivata anche la sentenza del tribunale.
I manifesti affissi in Alto Adige da Südtiroler Freiheit durante la campagna elettorale per le elezioni provinciali del 2023 e pubblicati anche online - raffiguranti un uomo di colore che minacciava una donna bianca brandendo un coltello, e con la scritta "espellere i criminali stranieri" - dovranno essere rimossi. Il partito, inoltre, dovrà versare 3 mila euro all'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, che al tempo aveva presentato ricorso in qualità di rappresentante dei soggetti discriminati.
Questa la decisione del Tribunale di Bolzano che ha stabilito che il collegamento tra comunicazione visiva e verbale dei manifesti integra “molestia discriminatoria, posto che è idoneo a raffigurare, con riferimento ai cittadini di Paesi terzi che hanno commesso crimini, la maggiore attitudine di una persona di origine africana o comunque di pelle nera, rispetto alle persone aventi altra origine, a commettere reati connaturati da condotta violenta”.
Nessun risarcimento invece per il consigliere comunale di Merano Bassamba Diaby, che a sua volta aveva presentato ricorso, in quanto non sarebbe stato direttamente leso dai manifesti in quanto cittadino italiano e incensurato.
Se da un lato il segretario di Südtiroler Freiheit Sven Knoll ha annunciato un probabile ricorso contro la sentenza, ASGI (rappresentata in giudizio dagli avvocati Chiara Bongiorno e Alberto Guariso) ha rimarcato l’importanza della decisione.
"Decisione che ancora una volta, come già la Cassazione ha fatto in varie occasioni - si legge in una nota - conferma che la comunicazione politica e la propaganda elettorale non operano in uno spazio di assoluta libertà di espressione, ma devono comunque rispettare i diritti delle persone, primo fra tutti il diritto a non essere discriminati mediante l’affiancamento delle proprie caratteristiche etniche a comportamenti antisociali e delittuosi, ciò che trasforma un gruppo sociale in un nemico da escludere e da isolare".













