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Trento
26 febbraio | 09:39

''Vei en campagna che te tiro sotto col trattor embezille”, condannato per minacce l'autore del post contro Pattini: "Spero che la sentenza possa valere come ammonimento"

Pattini, seguito dall'avvocato Luca Pontalti, aveva denunciato tutto alla polizia postale che in poco tempo era riuscita ad individuare l'identità del troll dandogli nome e cognome. La sentenza di primo grado era stata impugnata, ieri la decisione in appello 

Vei en campagna che te tiro sotto col trattor embezille”, condannato per minacce l'autore del post contro Pattini

TRENTO. E' stato condannato per minaccia aggravata l'uomo che il 18 maggio del 2020 sui social aveva attaccato, minacciandolo di morte, Alberto Pattini che a quel tempo era capogruppo del Patt in consiglio comunale a Trento.
Sui social era apparso il messaggio: “Alberto Pattini sei proprio un pagliaccio, meriteresti il linciaggio di noi poveri contadini...vei en campagna che te tiro sotto col trattor embezille”.

 

Pattini, seguito dall'avvocato Luca Pontalti, aveva denunciato tutto alla polizia postale che in poco tempo era riuscita ad individuare l'identità del troll dandogli nome e cognome.

 

La Procura aveva deciso di aprire un fascicolo. Al responsabile, un agricoltore 40enne, erano stati contestati i reati di minaccia e di diffamazione. In primo grado era stato assolto dalle minacce e invece per diffamazione era stato ritenuto responsabile ma per fatto lieve non imputabile. Era stato poi condannato a pagare 3 mila euro per la parte civile. 

 

La sentenza era stata però impugnata da Pattini, assistito dall'avvocato Luca Pontalti, affinché venissero riconosciute le minacce che era stato rivolte al politico. 

 

La Corte d'Appello ieri, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha dichiarato responsabile del reato di minacce l'imputato (confermando la parte restante della precedente sentenza), e lo ha condannato nuovamente al risarcimento del danno in 3 mila euro oltre al pagamento delle spese processuali. 

La gente pensa di poter scrivere commenti anche gravi sui social senza rendersi conto delle conseguenze e quindi spero che la sentenza possa valere come ammonimento” ha commentato Alberto Pattini

 

LA VICENDA
“Alberto Pattini sei proprio un pagliaccio, meriteresti il linciaggio di noi poveri contadini.. vei en campagna che te tiro sotto col trattor embezille”. Un messaggio scritto da un troll, una persona che su Facebook usava un nome diverso dal suo per diffondere odio e che era stato indirizzato all'allora capogruppo del Patt Alberto Pattini. Quest'ultimo, visti gli attacchi e le minacce ricevute, aveva deciso di denunciare  alle forze dell'ordine.

La vicenda è scoppiata il 18 maggio del 2020 a seguito di un comunicato che era stato fatto dall'allora consigliera provinciale Katia Rossato dal titolo “Assemblea Cassa Rurale Trento: come socia e consigliere provinciale nutro dubbi sull'opportunità di invitare i soci a delegare il notaio Piccoli” (QUI IL TESTO DEL COMUNICATO). Il riferimento era ovviamente a Paolo Piccoli che aveva deciso di sostenere l'allora  candidato sindaco Franco Ianeselli. Per l'ex consigliera, infatti, era inopportuno delegarlo per alcune operazioni. Contro questo comunicato era seguito a sua volta l'intervento dell'ex capogruppo del Patt, Alberto Pattini e contro quest'ultimo, a sua volta, si era scagliato il marito della consigliera Rossato, Daniele Demattè  (Oggi consigliere comunale di Fratelli d'Italia) che sulle proprie pagine Facebook ha attaccato Pattini definendolo “Piccolo uomo”.

 

E' proprio sotto a questo post che poi si sono scatenati altri commenti e tra i quali anche la minaccia di morte  rivolta al capogruppo del Patt a cui facevamo riferimento all'inizio. Le forze dell'ordine sono poi riuscite a dare un nome e un volto al troll.

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