''Hanno rubato i doni alla Madonna, oggetti preziosi sia dal punto di vista spirituale che morale e storico. Siamo allibiti. Come si può commettere un gesto simile?''
Il colpo è stato eseguito nella chiesa di Zinggen a Bressanone. La sagrestana racconta: "Erano oggetti dal profondo valore spirituale. Li avevamo esposti in due bacheche perché potessero sempre essere visti dai fedeli e dai visitatori. Venerdì abbiamo trovato le bacheche vuote"

BRESSANONE. “Hanno rubato degli oggetti donati dai fedeli alla Madonna. E’ un gesto orribile che ha lasciato la comunità sotto choc. Io sono profondamente triste e delusa: come si può pensare di commettere un gesto simile?”.
A parlare, sconsolata, è Paola Bacher, sagrestana della chiesa di Zinggen a Bressanone. Un piccolo santuario risalente al 1677, dove le porte sono aperte tutto il giorno, tutti i giorni, dalle 7 alle 19, per permettere ai fedeli di pregare, di visitare il posto, di poter semplicemente osservare da vicino questo piccolo gioiello. Dove nessuno si aspetta che vengano trafugati monili e oggetti preziosi che i fedeli, nel corso degli anni, avevano portato in dono alla Madonna.
La signora Paola, raggiunta telefonicamente, racconta quanto accaduto e soprattutto condivide lo sgomento provato venerdì sera, quando è stato scoperto il furto. “Il venerdì facciamo le pulizie in chiesa. Una collaboratrice mi ha chiamato proprio venerdì perché sul pavimento aveva trovato delle viti e dei pezzi di vetro e non sapeva spiegarsi la provenienza di questi oggetti. Poi ha alzato gli occhi e ha visto che le due bacheche contenenti i monili erano vuote”.
Si parla di oggetti in oro, in argento. Cuori, anelli, catenine. Tutti doni dei fedeli alla Madonna, ricevuti nel corso dei decenni e che erano stati messi in quelle bacheche proprio perché i visitatori potessero vederli.
“Sono doni profondamente preziosi a livello morale e anche storico, era giusto che le persone li vedessero. Avevamo deciso, dopo una importante restaurazione della chiesa conclusasi circa cinque anni fa, di metterli in bella vista, all’altezza dell’occhio umano, perché fossero lì alla portata di tutti. Mai avremmo pensato che dei ladri potessero rubarli. E invece è successo”, racconta ancora la signora Paola. “Sicuramente sono stati trafugati venerdì perché nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì mi sono recata personalmente in chiesa e li ho visti. Non abbiamo telecamere, ma una delle due porte di ingresso ha l’allarme e la notte è chiusa con una catena. Però la chiesa è aperta tutti i giorni tutto il giorno, quindi chiunque può entrare. Di sicuro chi li ha trafugati aveva con sé degli arnesi da scasso, o no sarebbe riuscito ad aprire le bacheche che erano chiuse a chiave”, conclude.
E ora si attendono le indagini. La denuncia è stata fatta, ma le speranze non sono moltissime. In zona intanto non si parla d’altro e la domanda che riecheggia è scontata ma giusta: chi può aver avuto il coraggio di rubare in chiesa?














