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Trento
20 dicembre | 18:33

“I gatti delle nevi all'asta sulla Panarotta? Non servivano per la riapertura. Non potevamo aspettare: un mezzo è già in funzione”

A parlare è Stefano Frisanco, rappresentante legale di Lagorai Srl 2002 – la nuova realtà che ha preso in mano la gestione della stazione sciistica sulla Panarotta – dopo l'asta di liquidazione dei mezzi di proprietà della vecchia società gestrice degli impianti (Panarotta 2002). Ad assicurarsi il lotto infatti sarebbe stato un attore esterno alla rete che lega Lagorai 2002 e Trentino Sviluppo: “Ma l'asta – dice Frisanco – non aveva niente a che vedere con la riapertura prevista per il 26 dicembre”

TRENTO. Gatti delle nevi, reti, materassi di protezione e tanto altro. Erano diversi i materiali andati all'asta sulla Panarotta dopo la liquidazione della vecchia società gestrice degli impianti – Panarotta 2002 – pronti a riaprire quest'anno in via sperimentale grazie a Lagorai Srl 2002, la nuova realtà che ha preso in mano la gestione della stazione sciistica. Proprio in vista della riapertura però, attesa per Santo Stefano dopo tre inverni 'a secco', erano diverse le preoccupazioni legate all'asta – fissata per il 18 dicembre – e all'eventuale necessità di assicurarsi materiali che, era stato riportato sulla stampa, sarebbero stati fondamentali per la preparazione delle piste e per garantire, appunto, l'avvio della stagione.

 

Mentre però sembra che ad aggiudicarsi il lotto sia stato un attore esterno alla rete che lega Lagorai 2002 e Trentino Sviluppo – proprietaria delle seggiovie sulla Panarotta e che nelle scorse settimane aveva siglato un accordo per la riapertura parziale della stazione sciistica –, il legale rappresentante della società, Stefano Frisanco, assicura: “L'asta non aveva niente a che vedere con la riapertura prevista per il 26 dicembre”. E così mentre oggi erano in atto i collaudi della seggiovia cosiddettaRifugio” con soccorso alpino e tecnici all'opera (per l'apertura annunciata per il 26 dicembre) una certa preoccupazione serpeggiava tra gli addetti ai lavori perché si credeva che sarebbe stata proprio Trentino Sviluppo ad aggiudicarsi il ''pacchetto'' anche solo per evitare conflitti o possibili confusioni. Ma così non è stato e la spiegazione l'ha data proprio Frisanco: non erano asset strategici

E infatti, visto anche il fatto che la data di gara era troppo in là con i tempi, il nuovo ente gestore si era già organizzato rimediando un gatto delle nevi – in affitto – già in funzione per la preparazione delle piste. “Non potevamo aspettare i tempi tecnici legati all'asta – dice ancora Frisanco a il Dolomiti – mentre sia le reti che i materassi non sono più a norma e non avremmo quindi potuto utilizzarli in ogni caso. I 'vecchi' mezzi poi avevano comunque bisogno di molta manutenzione, mentre attualmente abbiamo in funzione un gatto delle nevi con un contratto di affitto che, per ogni eventualità, ci garantisce un rapido intervento di supporto”.


La stessa Trentino Sviluppo, d'altronde, non ha partecipato all'asta per gli asset in liquidazione. “Probabilmente – aggiunge Frisanco – dovremmo rinunciare per questa stagione all'utilizzo del magazzino di Trentino Sviluppo nel quale sono alloggiati i 'vecchi' gatti delle nevi, ma come anticipato l'asta non tocca in alcun modo la riapertura prevista per il 26 dicembre”. Attualmente prosegue il montaggio della Snow Factory, il complesso sistema di innevamento artificiale che permette di produrre neve anche con segni positivi sulla colonnina di mercurio, e la speranza è quella di riuscire ad aprire entro il 26 anche le porzioni più in quota: “Di sicuro però – conclude Frisanco – riusciremo ad aprire in tempo i campi scuola”.

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