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Bolzano
21 ottobre | 19:38

Il carcere di Bolzano arriva su Instagram: per la prima volta in Italia si racconterà la vita quotidiana dei detenuti e i progetti di reinserimento

Il progetto ha come obiettivo quello di raccontare attività, persone e percorsi d’inclusione dentro le mura dell’Istituto di via Dante, creando ponti verso la società e facilitando il reinserimento sociale. L’iniziativa è già stata avviata da quasi un mese, e avrà una durata di sei, che, se verrà giudicata in modo positivo potrà proseguire

Il carcere di Bolzano arriva su Instagram: per la prima volta in Italia si racconterà la vita quotidiana dei detenuti e i
di Giorgia De Santis

BOLZANO. “Nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità”, questa è la frase di Albert Einstein pubblicata nel primo post ufficiale del carcere di Bolzano, il primo in Italia ad aprire una pagina Instagram.

 

Il progetto ha come obiettivo quello di raccontare attività, persone e percorsi d’inclusione dentro le mura dell’Istituto di via Dante, creando ponti verso la società e facilitando il reinserimento sociale. L’iniziativa è già stata avviata da quasi un mese, e avrà una durata di sei, che, se verrà giudicata in modo positivo potrà proseguire.

 

Nei post pubblicati, sono diverse le immagini che raccontano la quotidianità e i progressi all’interno della struttura penitenziaria. Tra queste, ad esempio, la foto di una delle aule dedicate alla formazione, la vista esterna del carcere e gli aggiornamenti sui lavori di ristrutturazione, che comprendono il rifacimento del tetto e delle facciate. Inoltre, la notizia che una delegazione di detenuti provenienti dal carcere di Bolzano ha avuto l’opportunità di visitare San Pietro. Non mancano, infine, i momenti istituzionali, come la firma di un protocollo d’intesa tra il carcere penitenziaria e la Croce Rossa, o la visita del sindaco Claudio Corrarati.

 

La casa circondariale di Bolzano, è un edificio austroungarico risalente all’Ottocento, e ha attraversato anni difficili, segnati da numerose problematiche: spazi limitati, impianti obsoleti e una carenza di personale. Durante questo periodo, si sono verificati episodi drammatici, come rivolte, suicidi e persino un’epidemia di scabbia tra i detenuti.

 

Nonostante le gravi difficoltà, il progetto di costruire una nuova prigione è rimasto solo un'idea sulla carta, senza mai concretizzarsi. La svolta è arrivata due anni fa, con la nomina di un nuovo direttore, poiché fino a quel momento la direzione era stata affidata alla direttrice del carcere di Trento. Con il nuovo direttore, Giovangiuseppe Monti, sono arrivati anche i fondi necessari per ristrutturare un edificio che, ormai, stava cadendo a pezzi. Finora sono stati rifatti il tetto e le facciate e sono iniziati anche alcuni lavori di sistemazione degli spazi interni. 

 

Il progetto sui social si propone di raccontare la realtà del carcere senza cadere nella trappola della spettacolarizzazione. L’obiettivo è offrire uno spunto di riflessione sulla vita quotidiana all’interno della struttura, evidenziando le attività educative, le collaborazioni con il territorio e, allo stesso tempo, non nascondendo le difficoltà e le sfide che caratterizzano il contesto penitenziario.

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