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Bolzano
26 gennaio | 18:40

I detenuti al lavoro per curare il verde e il cimitero: al via il progetto che permette ai carcerati di svolgere lavori di pubblica utilità

Piccoli gruppi, su base volontaria, inizieranno a portare a termine alcuni lavori a titolo gratuito. Un progetto per favorire il reinserimento in società e per fornire strumenti per un cambiamento

I detenuti al lavoro per curare il verde e il cimitero: al via il progetto che permette ai carcerati di svolgere lavori di

BOLZANO. Una firma apposta nel corso di un incontro ufficiale svoltosi nel carcere di via Dante a Bolzano e che cambierà per sempre la vita dei detenuti. 

 

Nasce ufficialmente il progetto “Un ponte per ripartire” un’iniziativa, promossa dal Comune di Bolzano in stretta sinergia con la Direzione dell'istituto penitenziario, pensata per favorire il delicato processo di reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute attraverso l'impegno concreto sul territorio. 

 

L’accordo operativo prenderà il via nel mese di febbraio e permetterà a piccoli gruppi di detenuti di partecipare ad attività di pubblica utilità. Gli interventi, che verranno svolti su base volontaria e a titolo gratuito, si concentreranno principalmente sulla cura delle aree verdi cittadine e su operazioni di piccola manutenzione urbana. Il progetto è destinato specificamente a quei detenuti che hanno già ottenuto le autorizzazioni necessarie per lavorare all’esterno o che usufruiscono di misure come l’assegno di libertà.

 

L’obiettivo centrale dell’iniziativa è quello di consolidare il senso di responsabilità individuale, offrendo allo stesso tempo ai partecipanti un'opportunità tangibile per restituire valore alla collettività. Durante la firma, il Sindaco di Bolzano, Claudio Corrarati, ha ribadito l'importanza di non considerare il carcere come una realtà isolata, ma come un ambito in cui agire quotidianamente per la riabilitazione dell’individuo. Secondo il primo cittadino, questa convenzione segna un progresso fondamentale nel garantire percorsi reali di reintegrazione a chi possiede i requisiti previsti.

 

Sulla stessa linea si è espresso il direttore della Casa circondariale, Giovangiuseppe Monti, il quale ha rimarcato come il ruolo dell’istituzione sia quello di fornire gli strumenti e le occasioni per il cambiamento. Monti ha tuttavia precisato che l’efficacia del percorso dipenderà in misura prioritaria dall’impegno e dalla responsabilità dimostrati dai singoli detenuti coinvolti nelle attività esterne.

 

Il debutto operativo del progetto è già stato fissato: il primo gruppo di volontari sarà impegnato in un intervento di forte valenza simbolica e decorosa al cimitero di via Maso della Pieve, dove si procederà alla ripulitura delle lapidi annerite dal tempo. 

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