“Il futuro dell'economia spaziale è sulla Luna, e noi ci siamo”. Tra satelliti 'made in Veneto', mappe lunari e sistemi di difesa: ecco la space economy per Qascom
La realtà di Bassano del Grappa è nota per aver portato a termine negli ultimi mesi un progetto innovativo, Lugre, per rendere disponibile la navigazione satellitare (basata sulle costellazioni di satelliti terrestri) anche sulla Luna: le iniziative messe in campo dall'azienda però sono molte, spaziando tra la cybersecurity per le comunicazioni spaziali e la messa a punto di nuovi sistemi satellitari. Il Dolomiti ha visitato la sede di Qascom a Bassano del Grappa per raccontare le attività di una delle realtà più innovative nell'ambito della space economy italiana

VICENZA. Dalle (molte) attività previste per i prossimi anni sulla Luna alle applicazioni tecnologiche legate al mondo della difesa, dalla messa a punto di nuovi satelliti all'integrazione sempre più stretta con i sistemi di intelligenza artificiale, per fornire servizi sempre più utili e precisi. Guardando al mondo della space economy – un settore di anno in anno sempre più strategico su molteplici fronti: basti pensare alla querelle degli scorsi mesi sul possibile utilizzo di sistemi forniti dall'americana SpaceX per le comunicazioni governative italiane – le sfide che gli attori della filiera si trovano ad affrontare (anche) in Italia sono molte. Come molte, ovviamente, sono le opportunità.
Qascom
E tra le realtà italiane più innovative del settore una in particolare è finita sotto i riflettori negli scorsi mesi - aggiudicandosi tra l'altro nelle ultime settimane un riconoscimento anche nel corso di Space Meetings Veneto, evento internazionale che riunisce a Venezia i principali operatori globali dell'economia dello spazio -, proprio per un progetto legato alla Luna: con “LuGRE” infatti, la vicentina Qascom ha portato a termine una missione con l'obiettivo di rendere disponibile una forma di navigazione satellitare anche sulla superficie lunare, un fattore fondamentale nei piani di sviluppo di nuove infrastrutture nel contesto del nostro satellite naturale. Tra le attività messe in campo dall'azienda e quelle già in cantiere però, le iniziative di Qascom si muovono su un orizzonte ben più ampio, spaziando tra la messa a punto di nuovi sistemi satellitari e la cybersecurity per le comunicazioni spaziali. Con tutte le possibili applicazioni del caso, anche nel contesto della difesa.
“Il 'Gps' lunare è già in fase di progettazione, così come la Stazione spaziale lunare, che accoglierà i primi astronauti impegnati nella realizzazione di basi sulla superficie. Il futuro dell'economia spaziale oggi è lì, sulla Luna: e noi ci siamo”. A parlare è Efer Miotti, capo della divisione ingegneria e responsabile delle operazioni di Qascom. Il Dolomiti lo ha incontrato nella sede dell'azienda, a Bassano del Grappa, dove si concentrano le operazioni legate ai vari ambiti di sviluppo tecnologico, alcune delle quali portate avanti direttamente in collaborazione con il Ministero della Difesa - non stupisce dunque che alcuni livelli della struttura siano off-limits per i non addetti ai lavori. Ma procediamo con ordine.
Progetto LuGRE
“Il progetto LuGRE – spiega innanzitutto Miotti – è stato finanziato dall'Asi e sponsorizzato dalla Nasa nell'ambito di un accordo tra le agenzie spaziali italiana e americana. L'obiettivo era di realizzare una sperimentazione per verificare la possibilità di utilizzare i segnali satellitari delle costellazioni terrestri che forniscono i servizi di navigazione sul nostro pianeta, in particolare Gps e Galileo, anche sulla Luna”. In altre parole, con “LuGRE” Qascom ha realizzato un ricevitore Gnss estremamente sensibile ed efficace, in grado di ricevere il segnale trasmesso dai satelliti in orbita attorno alla Terra e pensati per la navigazione terrestre. Il tutto a una distanza media di circa 384mila chilometri.
“Guardando alle prospettive di sviluppo lunari è chiaro che umani e mezzi dovranno rimanere sulla superficie, muoversi e operare in sicurezza anche per lunghi periodi – continua Miotti –. Il nostro obiettivo è quello di fornire un sistema di navigazione temporaneo, che colmi il gap temporale necessario per progettare e realizzare costellazioni satellitari ad hoc, dedicate quindi alla navigazione lunare”. Attualmente infatti si stimano dalle 200 alle 400 le missioni commerciali che nei prossimi cinque anni partiranno verso la Luna, trasportando rover, sistemi robotizzati e altre apparecchiature necessarie alle sperimentazioni sulla superficie. Missioni che, grazie a LuGRE, potranno di fatto usufruire di un sistema di navigazione satellitare e di una sorgente di tempo preciso, un fattore fondamentale per moltissime funzioni automatizzate.
La missione, conclusa in marzo, è stato un successo su tutta la linea: “Il lander su cui il trasmettitore era posizionato – continua il responsabile delle operazioni dell'azienda – è oggi morto termicamente. Era progettato per portare sulla superficie del satellite una serie di sperimentazioni, tra le quali LuGRE, e alimentarle per un giorno lunare (14 giorni terrestri). I risultati che abbiamo ottenuto sono stati ottimi in tutte le fasi della missione, superando progressivamente, nell'avvicinamento al nostro satellite naturale, tutti i precedenti record di distanza per la ricezione di dati. Siamo stati fortunati anche per quanto riguarda l'allunaggio: solo il 20% circa delle operazioni automatizzate di discesa al suolo avvengono con successo”. Nell'ambito lunare però le attività di Qascom non si fermano con 'LuGRE', anzi.
“Il successo ottenuto è il preludio a una serie di missioni che sfrutteranno i sistemi di navigazione terrestre – ribadisce Miotti – in attesa della realizzazione di sistemi lunari dedicati, ai quali come Qascom stiamo lavorando. Siamo infatti pienamente inseriti nel programma europeo Moonlight, che include un consorzio molto ampio di aziende e player del settore aerospaziale capitanati da Telespazio, realtà del gruppo Leonardo”. L'iniziativa ha come orizzonte temporale il 2032 e si propone, come detto, di lavorare per la realizzazione di infrastrutture lunari di varia natura.
SATCO
Nel frattempo però Qascom, insieme a una serie di altre realtà di spicco nell'ambito della space economy in Regione, punta anche allo sviluppo di tecnologie legate al contesto terrestre: con il progetto SATCO infatti, la Rete innovativa regionale (Rir-Air) punta alla realizzazione di un satellite 'cognitivo' made in Veneto. “L'iniziativa – dice ancora Miotti – nasce grazie a un bando della Regione Veneto al quale Air, un network regionale legato al mondo dell'industria spaziale, ha aderito in tutte le sua articolazioni e componenti principali”. Tra queste – sei aziende e due università – Qascom gioca un ruolo centrale: “SATCO punta in pratica a mettere le basi per una futura capacità regionale per la costruzione di satelliti e la messa a disposizione dei servizi che queste apparecchiature possono fornire. Sia che si tratti di una missione 'singola' che, guardando più in là a livello temporale, di una vera e propria costellazione”.
L'obiettivo del progetto è in pratica la messa a sistema delle competenze dei vari attori coinvolti per l'implementazione dei cosiddetti payload, gli elementi abilitanti portati in orbita da un satellite – rilevatori, telecamere e via dicendo – su una piattaforma avionica – la 'struttura' che permette al satellite di essere lanciato. Il tutto gestito a bordo da un software cognitivo sostenuto da sistemi di Intelligenza artificiale. “Ad oggi – dice Miotti – vediamo tre step nel progetto: il primo consiste in un ragionamento condiviso sulle possibile coesistenza delle varie soluzioni tecnologiche da svolgere in laboratorio. Questo primo passaggio si evolverà in un vero e proprio dimostratore tecnologico che verrà alloggiato nei nostri laboratori e che permetterà di testare il satellite. Il secondo step è una missione dimostrativa, il terzo è l'eventuale messa a punto di una costellazione, di un sistema di satelliti che possano cooperare per garantire servizi più precisi e veloci”.
Cos'è Qascom?
L'intera gamma di progetti che oggi l'azienda di Bassano del Grappa sta portando avanti affondano le sue radici negli oltre 20 anni di attività di Qascom, nata da due soci fondatori – due cugini: Oscar e Alessandro Pozzobon – che hanno fondato una start up dedicata a una tematica, allora, di nicchia: la sicurezza dei sistemi di navigazione satellitari. “Qascom – dice l'ingegnere capo – nasce con un background primario di progettazione e implementazione di algoritmi e sistemi che rendano difficile intercettare e falsificare il segnale dei satelliti di navigazione”. Una questione, oggi, centrale in moltissimi ambiti. A partire da quello legato alla difesa: dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, per esempio, lungo tutta la fascia di confine tra Russia, Ucraina, Bielorussia e Unione europea, è in corso una attività continuativa di inibizione o 'inganno' dei segnali di navigazione. Le applicazioni legate al segnale satellitare possono infatti non funzionare o addirittura fornire dei segnali volutamente errati.
“Si tratta di sistemi che noi stessi mettiamo a disposizione della Difesa – continua Miotti – per testare la robustezza dei loro apparati. Partendo da questo specifico campo di specializzazione, Qascom si è poi evoluta, lavorando in primis per l'Esa nell'ambito del sistema Galileo, tanto che 2 dei 5 servizi del sistema stesso sono stati progettati e testati da noi. Visto il nostro background legato alla navigazione sono tre i principali settori sui quali ci siamo specializzati: innanzitutto quello dei ricettori, sia per applicazioni terrestre che spaziali, e quello dei simulatori, che permettono alle aziende di testare i loro sistemi generando segnali identici a quelli che invierebbe un satellite in orbita”. Il terzo ambito è invece quello del monitoraggio: “Parliamo di sistemi che sono in grado di riconoscere eventuali attacchi a radiofrequenza portati a infrastrutture critiche, come stazioni o aeroporti. Qascom ha sviluppato un sistema di questo tipo e stiamo lavorando a una successiva evoluzione per l'implementazione anche in ambito spaziale”.
La Space economy in Italia (e le prospettive per il futuro)
Le attività dell'azienda veneta vanno ovviamente inserite in un contesto regionale e nazionale, continua Miotti: “In Italia il settore della Space economy è fiorente. C'è molto fermento e, anche guardando ai nostri partner europei, possiamo mettere in campo capacità significative. Diverso è il paragone con gli Stati Uniti, che sul fronte della Space economy giocano ancora un campionato a parte”. Proprio gli Stati Uniti però, dopo la torsione unilaterale e imperialista imposta dalla nuova amministrazione Trump, rappresentano oggi un possibile fattore di rischio: “Ricordiamo innanzitutto – conclude l'ingegnere capo di Qascom – che fu la prima amministrazione Trump a dare un grosso impulso per un rinnovato interesse circa le operazioni lunari e per il ritorno di personale umano sul nostro satellite naturale. Il problema è legato piuttosto alle tensioni sul fronte commerciale”.
Per lo sviluppo di tecnologie all'avanguardia legate al contesto spaziale infatti, per le aziende è fondamentale poter acquisire alcuni chip estremamente avanzati che, di fatto, vengono prodotti solo negli Stati Uniti: “Alternative di pari livello non si trovano o non sono acquisibili altrove. E il rischio è che la catena di approvvigionamento di queste componenti essenziali possa rallentare in un contesto di guerra commerciale. Fortunatamente al momento non stiamo osservando questo effetto, ma abbiamo visto durante la pandemia quanto ritardi o interruzioni nelle forniture possano complicare le attività”.












